Commento alla silloge Metapensieri di Ivan Randazzo

Posted by on Mar 10th, 2024 and filed under News, Recensioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Come da mia prassi acquisita nel tempo, ho prima letto il “prodotto” dell’autore, ossia le poesie e successivamente la prefazione e gli eventuali altri commenti successivi. Non nascondo, intanto, di aver apprezzato, condividendola, la prefazione firmata da Linda Minnella, di cui condivido la definizione teorica dei concetti che regolano la poesia, vera simbiosi tra contenuto e forma. Chiaramente, per quanto concerne la forma, così come venne ritenuta fondamentale dagli antichi greci e romani, la metrica ha la sua alta importanza, tant’è che essa veniva applicata anche nei comuni trattati, qualunque ne fosse l’argomento. Dopo aver letto il commento puramente estetico di Dario Mele, che ne esprime il suo dotto giudizio, a posteriori, aiutandomi a comprendere, tra l’altro, l’intima essenza del contenuto del libro, mi accingo ad esprimere le mie sensazioni in merito, che hanno il valore di un dilettante delle lettere ed esprimono, in un certo senso, le sensazioni del lettore popolare di media cultura, che come ho detto in altre occasioni, ha una valenza limitata alla mia cultura liceale.

Devo confessare che alcune poesie ho dovuto leggerle più di una volta per comprenderne l’intimo significato e recepire il messaggio lanciato di volta in volta dallo autore. Alla fine, analizzando anche l’impostazione delle poesie in quattro parti più una conclusione finale, con un tema ben definito, ho tratto le mie deduzioni sullo intero contenuto del libro. Mi sembra di aver recepito di trovarmi al cospetto di un trattato di psicologia e filosofia con valenza politica espresse in forma poetica. Un trattato scientifico espresso poeticamente. Essendo, per costituzione mentale, un libero pensatore, non mi sento di dare alcun giudizio di approvazione o meno sulle singole argomentazioni. Pertanto mi limito semplicemente ad esprimere un giudizio estetico alla luce della mia limitata cultura. Trovo, intanto, geniale l’idea di suddividere le poesie in gruppi con tema specifico. Questo solo fatto è già un indizio della personalità dell’autore, che denota un certo ordine razionale nell’analizzarne i problemi. Un altro elemento che emerge della sua personalità è anche lo spirito critico con cui vengono trattati gli argomenti, anche se in forma poetica. Chissà perché, forse per associazione di idee, è scattato nella mia mente il paragone con la filosofia greca, i cui personaggi erano tra l’altro, soliti esprimersi con un linguaggio impostato ad espressioni sottoposte alle regole della metrica, ritenuta importante. In modo particolare, proprio per lo spirito critico espresso in forma metrica, mi è venuta in mente la figura di Gorgia da Lentini, il filosofo appartenente alla teoria “nichilista” del mondo greco, il quale, mettendo in atto per principio, un’opposizione critica ad ogni cosa esprimeva il suo giudizio di negatività assoluta. Se abbastanza elevati sono gli argomenti trattati nelle singole poesie, abbastanza adeguato è il linguaggio usato, che denota una specifica conoscenza della lingua italiana usata con perizia e proprietà di termini.

Traggo la conclusione che siamo in presenza di una silloge di poesie, che si rivolge ad un ceto di cultura al di sopra della media, come, del resto, emerge dagli elementi autobiografici riportati in copertina.

Un plauso va anche alla casa editrice Akkuaria, capace di ospitare autori di un certo spessore culturale contribuendo alla diffusione dell’italo sapere nel mondo.

 

Pippo Nasca

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