Io Danzastorie di Sicilia

Posted by on Feb 1st, 2019 and filed under News, Spettacolo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Alosha

«Da quando racconto la mia terra danzando, scopro ogni giorno ricchezza e infinita fonte di ispirazione per comunicare al mondo attraverso la mia arte l’immensa cultura di questa terra, la sua violentata bellezza attraverso la mafia, quella macchina sostenuta sempre da fuori e non dai siciliani veri. Ho scoperto la paura dei nostri “eroi” e lo messa in scena, mi commuovo attraverso un “cuntu” e mi innamoro ogni volta che danzo una poesia di Buttitta e interpreto con mento sospeso Pirandello. Non c’è niente che disturba la verità se no quella povera e misera osservazione politica del nostro tempo, priva di verità e ricca di menzogne e propagande. Mi manca Sciascia.»

Alosha rappresenta uno dei personaggi chiave per comprendere l’evoluzione della danza contaminata. Perfettamente bilanciata fra ricerca concettuale e creatività artistica, ha saputo segnare il passo e indicare una strada da seguire per il futuro, in particolare grazie al proprio stupefacente lavoro sul corpo e sul concetto stesso di fisicitá. È anche creatore della cosiddetta Danza Streusa, forse l’elemento che più di altri lo contraddistingue al pubblico.
La tradizione sicula raccontata in maniera moderna, a passi di danza che simboleggiano un riscatto sociale. Sono questi i temi che ipnotizzano il pubblico che assistite.
Fa delle contaminazioni tra i diversi stili di danza il fulcro della originalità della sua proposta artistica, porta in scena una fusione tra danza e caratteri siciliani, riscontrando una approvazione sensazionale, quindi ricca di tanta emozione.
Con una nuova fisionomia in cui le canzoni, tutte sicule, vengono spogliate dai costumi tradizionali antichi e vestite di modernità, attraverso una rappresentazione che parte dal passato, vive il presente e si proietta nel futuro, facendo emergere magistralmente il ritratto di una Sicilia che traendo spunto dalle tradizioni popolari si veste di nuovi colori, dipingendo in ogni passo l’immagine di una terra ricca di energia e voglia di riscatto, in un surplus di emozioni, espansività e vitalità che vengono offerti agli spettatori.
La sua danza è un racconto, come lui stesso si definisce, è un danzastorie, un racconto che offre la dolcezza dei sapori delle radici misti all’asprezza del sangue e del dolore, l’ironia delle fisionomie che si contraddistinguono al contrasto con la cupezza dei profili oscuri.
La grande forza di Alosha sta nella conoscenza di un vocabolario artistico ampio che non si limita solo alla street dance, ma che si estende ad altre forme dell’arte coreutica, come la danza contemporanea e il teatro danza, come la video-art e l’utilizzo sorprendente di accessori di varia natura.
Alosha, coreografo di origini siciliane, grazie alla sua ampia educazione e formazione artistica tende a sperimentare nuovi movimenti non codificati realizzando una combinazione di elementi che in scena danno un effetto di una nuova danza che lui stesso definisce danza streusa.
La sua magia deriva anche da una nuova idea, più attuale e teatrale.
Alosha cerca la sorpresa delle combinazioni sul palco, la cerca anche nei suoi danzatori, tutti di formazione solida, ma particolari nella propria dinamicità.
Ha intrapreso un viaggio incentrato sulla memoria e la complessità, e nello stesso tempo anche la semplicità, risultato della contaminazione di varie discipline: danza urbana, contemporanea, teatro fisico, acrobatica.
Il primo intento è di stupire, di trasportare e condurre verso una realtà la memoria storica, un’arma efficace per affrontare il futuro.
Uno spettacolo che porta l’arte alla gente, capace di comunicare, divertire e affascinare.
Per il Danzastorie di Sicilia prendete posto per non sentirvi comodi, ma saldi; prendetelo per venire al mondo, per avere un ruolo, uno scopo. Prendete posto per essere. L’inizio dello spettacolo sono tre sedie.
È la sedia che ci definisce, è la postura e il nostro corpo su di essa che ci concede uno spazio in questo mondo. Prendete posto e affacciatevi sul mondo.
Un mondo di tradizioni, culture, colori che raccontano le origini della terra di Sicilia. La Danza e la Poesia prende il suo posto attraverso il suo danzastorie, in un racconto che si snoda tra le origini e le prospettive, tra ciò che eravamo, ciò che siamo e che potremmo essere. Una giara di simboli ed espressioni che l’arte mette in scena per raccontare una terra che cerca ancora il suo posto.
Danza, musica e teatro che si incontrano a formare il linguaggio di un racconto che chiede di essere esplorato.
Ironia, dramma e sentimento in uno spettacolo che racchiude l’essenza della terra. Una danza Streusa che si mescola al teatro e alla tradizione musicale etnica. Scomposta e fuori dagli schemi per essere specchio delle magnetiche sfaccettature della nostra terra.

ALOSHA IL DANZASTORIE DI SICILIA

Io Danzastorie di Sicilia.

Da quando racconto la mia terra danzando, scopro ogni giorno ricchezza e infinita fonte di ispirazione per comunicare al mondo attraverso la mia arte l’immensa cultura di questa terra, la sua violentata bellezza attraverso la mafia, quella macchina sostenuta sempre da fuori e non dai siciliani veri. Ho scoperto la paura dei nostri “eroi” e lo messa in scena, mi commuovo attraverso un “cuntu” e mi innamoro ogni volta che danzo una poesia di Buttitta e interpreto con mento sospeso Pirandello. Non c’è niente che disturba la verità se no quella povera e misera osservazione politica del nostro tempo, priva di verità e ricca di menzogne e propagande. Mi manca Sciascia.

Alosha rappresenta uno dei personaggi chiave per comprendere l’evoluzione della danza contaminata. Perfettamente bilanciata fra ricerca concettuale e creatività artistica, ha saputo segnare il passo e indicare una strada da seguire per il futuro, in particolare grazie al proprio stupefacente lavoro sul corpo e sul concetto stesso di fisicitá. È anche creatore della cosiddetta Danza Streusa, forse l’elemento che più di altri lo contraddistingue al pubblico.

La tradizione sicula raccontata in maniera moderna, a passi di danza che simboleggiano un riscatto sociale. Sono questi i temi che ipnotizzano il pubblico che assistite.

Fa delle contaminazioni tra i diversi stili di danza il fulcro della originalità della sua proposta artistica, porta in scena una fusione tra danza e caratteri siciliani, riscontrando una approvazione sensazionale, quindi ricca di tanta emozione.

Con una nuova fisionomia in cui le canzoni, tutte sicule, vengono spogliate dai costumi tradizionali antichi e vestite di modernità, attraverso una rappresentazione che parte dal passato, vive il presente e si proietta nel futuro, facendo emergere magistralmente il ritratto di una Sicilia che traendo spunto dalle tradizioni popolari si veste di nuovi colori, dipingendo in ogni passo l’immagine di una terra ricca di energia e voglia di riscatto, in un surplus di emozioni, espansività e vitalità che vengono offerti agli spettatori.

La sua danza è un racconto, come lui stesso si definisce, è un danzastorie, un racconto che offre la dolcezza dei sapori delle radici misti all’asprezza del sangue e del dolore, l’ironia delle fisionomie che si contraddistinguono al contrasto con la cupezza dei profili oscuri.

La grande forza di Alosha sta nella conoscenza di un vocabolario artistico ampio che non si limita solo alla street dance, ma che si estende ad altre forme dell’arte coreutica, come la danza contemporanea e il teatro danza, come la video-art e l’utilizzo sorprendente di accessori di varia natura.

Alosha, coreografo di origini siciliane, grazie alla sua ampia educazione e formazione artistica tende a sperimentare nuovi movimenti non codificati realizzando una combinazione di elementi che in scena danno un effetto di una nuova danza che lui stesso definisce danza streusa.

La sua magia deriva anche da una nuova idea, più attuale e teatrale.

Alosha cerca la sorpresa delle combinazioni sul palco, la cerca anche nei suoi danzatori, tutti di formazione solida, ma particolari nella propria dinamicità.

Ha intrapreso un viaggio incentrato sulla memoria e la complessità, e nello stesso tempo anche la semplicità, risultato della contaminazione di varie discipline: danza urbana, contemporanea, teatro fisico, acrobatica.

Il primo intento è di stupire, di trasportare e condurre verso una realtà la memoria storica, un’arma efficace per affrontare il futuro.

Uno spettacolo che porta l’arte alla gente, capace di comunicare, divertire e affascinare.

Per il Danzastorie di Sicilia prendete posto per non sentirvi comodi, ma saldi; prendetelo per venire al mondo, per avere un ruolo, uno scopo. Prendete posto per essere. L’inizio dello spettacolo sono tre sedie.

È la sedia che ci definisce, è la postura e il nostro corpo su di essa che ci concede uno spazio in questo mondo. Prendete posto e affacciatevi sul mondo.

Un mondo di tradizioni, culture, colori che raccontano le origini della terra di Sicilia. La Danza e la Poesia prende il suo posto attraverso il suo danzastorie, in un racconto che si snoda tra le origini e le prospettive, tra ciò che eravamo, ciò che siamo e che potremmo essere. Una giara di simboli ed espressioni che l’arte mette in scena per raccontare una terra che cerca ancora il suo posto.

Danza, musica e teatro che si incontrano a formare il linguaggio di un racconto che chiede di essere esplorato.

Ironia, dramma e sentimento in uno spettacolo che racchiude l’essenza della terra. Una danza Streusa che si mescola al teatro e alla tradizione musicale etnica. Scomposta e fuori dagli schemi per essere specchio delle magnetiche sfaccettature della nostra terra.

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