L’Anima Siciliana in Musica e Parole

Posted by on Sep 14th, 2025 and filed under Eventi, News, Spettacolo. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

L’ex monastero dei Frati Cappuccini di Aci Catena ha accolto, in una cornice carica di storia e suggestione, un pubblico straordinario e numerosissimo, tanto da straripare oltre i confini dei suoi locali. Non si era mai visto un tale entusiasmo collettivo: famiglie, giovani, anziani, tutti uniti dal desiderio di respirare cultura e identità, hanno gremito gli spazi fino all’ultimo posto disponibile, trasformando l’evento in una vera e propria festa popolare.

Lo spettacolo L’Anima Siciliana in Musica e Parole ha confermato le attese: un viaggio dentro le radici, le emozioni e la memoria di un popolo, raccontato con una sapienza corale che ha saputo fondere poesia, musica, danza, pittura e fotografia in un unico affresco denso di pathos.

 L’apertura, affidata a Mario Sangilles e alla presentazione della Sindaca Margherita Ferro, ha dato la misura della solennità dell’occasione, ponendo subito l’accento sull’importanza di custodire e trasmettere la memoria culturale. Da lì in poi, le voci narranti di Valentina Giua e Dario Miele hanno guidato il pubblico lungo un itinerario emozionante, dove i poeti siciliani hanno ritrovato nuova linfa.

 Le parole di Ignazio Buttitta hanno aperto il cammino, offrendo una potente riflessione sul valore della lingua e della libertà. È seguita la delicatezza malinconica di Francesco Guglielmino, la nostalgia struggente di Salvatore Quasimodo, l’intimità meditativa di Basilio Reale e la voce femminile di Mariannina Coffa e di Graziosa Casella. In ciascuno di questi momenti, gli attori-lettori hanno restituito al testo la sua autenticità, creando un dialogo intimo con il pubblico.

 La musica, affidata all’interpretazione intensa di Melina Pappalardo e de I Colapisci, ha fatto vibrare l’anima della serata. Canzoni eterne come Mi votu e mi rivotu, La vendemmia, Malarazza, Cu ti lu dissi, E vui durmiti ancora e, infine, Ni tia hanno attraversato la platea come un’onda emotiva, coinvolgendo i presenti in un canto collettivo che ha abbattuto le barriere tra artisti e spettatori.

 La danza, nelle coreografie di Josè Adornetto e dei suoi allievi, ha dato corpo e respiro alla poesia, fino al momento culminante con La cura di Franco Battiato, che ha trasformato il gesto in preghiera.

Le immagini di Francesco Scauso e i dipinti di Salvatore Barbagallo hanno arricchito l’esperienza visiva, rendendo palpabile la memoria del paesaggio, del lavoro contadino, della Sicilia più autentica.

 

Un momento particolarmente apprezzato è stato quello fuori programma, quando Alex Russo ha sorpreso il pubblico con il suo luculele. Con energia e freschezza ha proposto Voglio quelli con te un suo testo in lingua siciliana, accompagnato dagli allievi del maestro Josè Adornetto. L’esibizione, non prevista ma accolta con entusiasmo, ha aggiunto un tocco di modernità e spontaneità, ricordando a tutti che la tradizione è viva e sa dialogare con le nuove generazioni. L’intreccio tra la voce giovane di Russo e la danza degli allievi ha regalato uno dei passaggi più applauditi della serata, suggellando il senso di comunità che ha attraversato tutto lo spettacolo.

La conclusione, affidata alla lettura di Rosso Malpelo di Giovanni Verga, ha riportato l’attenzione sulle radici letterarie della Sicilia, ricordando come la nostra terra sia stata anche denuncia sociale e testimonianza universale. Poi il canto finale Ni tia, interpretato da Santo Privitera, ha chiuso la serata con un abbraccio collettivo che sapeva di ritorno a casa.

Il trionfo di pubblico, che ha letteralmente invaso gli spazi del monastero, è la prova tangibile della forza di una proposta culturale capace di parlare a tutte le età, unendo generazioni diverse in un’unica emozione condivisa.

 L’evento ha visto l’impegno di tanti protagonisti: le voci narranti Valentina Giua e Dario Miele; le letture intense e appassionate di Giulia D’Anca, Marta Limoli, Rossana Quattrocchi e Giuseppe Urso. A loro, insieme a tutti gli artisti coinvolti, va il merito di aver reso questa serata indimenticabile.

 Un’esperienza che non solo ha celebrato la Sicilia, ma ha dimostrato che finché ci sarà chi danza, canta, scrive e legge, finché ci sarà chi ascolta, ci sarà memoria. E finché ci sarà memoria, ci sarà Sicilia.

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