“Liberi dal verso libero – incontro letterario a casa di Gina e Salvo

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Ci sono momenti in cui la letteratura riesce a compiere un piccolo miracolo: trasformare uno spazio domestico in un luogo di incontro, una terrazza privata in una piazza aperta, e la parola scritta in voce viva, capace di unire le persone. È proprio ciò che è accaduto mercoledì 3 settembre 2025, in occasione dell’evento “Liberi dal verso libero – incontro letterario a casa di Gina e Salvo”, che ha regalato alla città di Catania un’esperienza intensa di condivisione culturale.

L’iniziativa si inserisce nel progetto Vivere la lettura tra le pareti domestiche, promosso dall’Associazione Akkuaria: un percorso che vuole restituire alla lettura il suo valore originario di rito collettivo e di comunità. L’idea è semplice ma potente: aprire le porte delle case e trasformarle in salotti letterari, luoghi intimi dove lettori e autori possano incontrarsi senza barriere, in un’atmosfera di prossimità e dialogo. In questi contesti, ogni libro sembra respirare più forte, ogni parola pronunciata trova subito un ascoltatore attento, e le distanze tra autore e pubblico si annullano.

L’evento ha avuto inizio con la prima presentazione assoluta del nuovo libro “Io sono Catania” un racconto autobiografico di una città che si racconta in prima persona. Attraverso questa scelta narrativa originale, Vera Ambra non si limita a descrivere luoghi ed eventi, ma cerca di restituire lo spirito autentico di Catania, fatto di contrasti, passioni, resilienza e una vitalità inesauribile. Una città che parla di sé stessa e che, attraverso le pagine, diventa voce, corpo e memoria collettiva.

La lettura ad alta voce diventa così un dono reciproco: chi legge offre se stesso attraverso la voce, chi ascolta accoglie e si nutre di storie, immagini, emozioni. È un gesto che risponde a un bisogno antico, quello di comunità e di narrazione, che da sempre accompagna l’uomo. Non a caso il progetto si collega anche al più ampio percorso nazionale Città che legge, promosso dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) e sostenuto dal Comune di Catania, con l’obiettivo di rendere la lettura una pratica diffusa e condivisa, parte integrante del tessuto sociale.

La serata, ospitata con grande generosità nella splendida terrazza di Gina e Salvo Vazzana, ha visto la presenza di oltre quaranta persone. I padroni di casa hanno accolto tutti con calore e attenzione, creando un clima familiare e accogliente che ha contribuito a rendere l’incontro ancora più speciale. La loro ospitalità ha trasformato la terrazza non solo in un palcoscenico per la parola poetica, ma in uno spazio vivo di comunità, in cui ciascuno si è sentito parte di una famiglia più grande.

L’evento ha riunito realtà diverse ma accomunate dall’amore per le parole e per la cultura. Erano presenti:

  • Rinascimento Poetico, rappresentato da Valentina Giua, portavoce di un movimento che mira a riportare la poesia al centro della vita quotidiana;

  • GAEditori, rappresentato da Antonello La Piana, una vivace casa editrice catanese, che con grande passione porta avanti progetti letterari di qualità;

  • Comitato Popolare Antico Corso, rappresentato da Elvira Tomarchio e Salvatore Castro, che custodisce la memoria e l’identità di uno dei quartieri storici più significativi della città;

  • Le Città Invisibili, rappresentate da Mario Giuffrida, realtà impegnata nella valorizzazione culturale e sociale del territorio.

  • Il gruppo di lettura della Banca del tempo, rappresentata da Marcella Franchino, ideatrice e presidente onoraria, Nadia Sotera, Paola Martellone, Titti Mancuso. Un sistema di scambio solidale in cui la moneta non è il denaro, ma il tempo. Ogni persona mette a disposizione le proprie competenze, abilità o semplici gesti di aiuto quotidiano ricevendo in cambio ore da spendere con altri soci. Un’ora del proprio tempo ha lo stesso valore per tutti, indipendentemente dall’attività svolta. L’obiettivo è favorire la solidarietà, creare reti di fiducia e rafforzare i legami sociali, valorizzando la condivisione e lo scambio reciproco.
    Cuore pulsante dell’incontro sono stati i poeti, veri protagonisti della serata, tra questi:

  • Giovanni Tavčar, nato a Trieste da padre sloveno e madre austriaca/tedesca, poeta, scrittore e musicologo. Una vita interamente dedicata alla parola poetica, testimoniata dalle sue ventotto raccolte già pubblicate, che fanno di lui una delle voci più fertili e originali del panorama contemporaneo;

  • Elli Michler (Würzburg, 1923 – Heilbronn, 2014), poetessa tedesca che, oltre al valore letterario della sua opera, si distinse per il suo contributo civile nel dopoguerra, partecipando volontariamente alla ricostruzione dell’Università di Würzburg. Le sue liriche, spesso intrise di delicatezza e riflessione, sono state riproposte al pubblico con grande emozione;

  • Emily Dickinson (Amherst, 1830 – 1886), una delle voci più originali e potenti della poesia americana. La sua produzione, composta da oltre 1.700 poesie, rimase in gran parte inedita durante la sua vita e venne riscoperta solo dopo la sua morte. Con uno stile asciutto, denso di immagini e sospensioni, Dickinson ha saputo esplorare i temi universali della vita, della morte, dell’amore e della natura, diventando un riferimento imprescindibile per la poesia moderna;

  • Giuseppe Vazzana (Catania, 1957 – 2025), poeta, scrittore e saggista recentemente scomparso, ricordato con affetto attraverso le sue opere più significative, come Canto siculo per Ducezio e Preghiera siciliana. La sua voce poetica, radicata nella terra di Sicilia, ha risuonato con forza tra i presenti, in un omaggio che ha avuto anche il sapore del ricordo personale.

  • A Million Kites – Testimonies and Poems from the Children of Gaza, una toccante raccolta di poesie e testimonianze scritte da bambini di Gaza tra l’ottobre 2023 e il marzo 2024. Il volume nasce con l’intento di dare voce ai più piccoli, trasformando il loro vissuto in un appello universale contro la guerra e l’indifferenza. Pubblicato in inglese e in tedesco, il libro non è solo un documento di memoria, ma anche uno strumento di solidarietà concreta.

  • Dino Dibona (1936–2014), originario di Cortina d’Ampezzo, è stato poeta, scrittore e studioso della montagna. Laureato in Scienze Forestali, ha insegnato Pedologia e pubblicato opere scientifiche, racconti, filastrocche e poesie, molte in lingua ladina. Appassionato della cultura e delle tradizioni dolomitiche, ha saputo unire rigore scientifico e narrazione, valorizzando miti, leggende e paesaggi montani. Tra le sue opere più note: Leggende e storie insolite delle Dolomiti, La capra Gelsomina e altre filastrocche e raccolte poetiche come Onoràda e Bonnazènes.

La scaletta ha previsto inoltre la lettura di brani tratti dal libro Continuo divenire di Rita Ligresti, e da Vestire polvere i sogni di Valentina Giua, opere che hanno aggiunto nuove sfumature e sensibilità al mosaico della serata.

Non sono mancati poi momenti in cui altri autori presenti, come Marcella Franchino e la stessa Gina Tuzza, hanno prestato la loro voce ai propri versi, in un fluire continuo di parole che ha reso ogni lettura un momento irripetibile. Tra i lettori Carmen Cansone ed Elvira Tomarchio

Non è mancato un momento di grande intensità teatrale grazie alla partecipazione dell’attrice dialettale Melina Pappalardo, che con la sua voce e la sua presenza scenica ha dato vita ad alcune poesie di Nino Martoglio. La sua interpretazione, vibrante e appassionata, ha restituito la forza espressiva del dialetto catanese, conquistando il pubblico e intrecciando la tradizione teatrale con l’anima della serata.

A rendere ancora più speciale l’incontro è stata la performance artistica di Salvatore Barbagallo, che ha dipinto dal vivo un piatto di ceramica e realizzato un acquerello. Il gesto pittorico, intrecciato con il ritmo delle letture, ha creato una dimensione sinestetica in cui arte visiva e parola poetica si sono fuse, offrendo agli ospiti un’esperienza multisensoriale.

La serata si è conclusa con la sensazione di aver preso parte a qualcosa di prezioso: un piccolo seme di cultura piantato in un terreno fertile, capace di germogliare in nuove relazioni e in nuove occasioni di condivisione. Liberi dal verso libero non è stato soltanto un evento letterario, ma un atto di comunità, un esempio concreto di come la letteratura possa ancora oggi unirci, nutrirci e accompagnarci.

Un ringraziamento speciale va infine a Gina e Salvo Vazzana, che con la loro calda e generosa ospitalità hanno reso possibile questa serata indimenticabile. La loro casa è diventata per una sera casa di tutti, confermando che la cultura fiorisce dove c’è apertura, accoglienza e cuore. E l’augurio, condiviso da tutti i presenti, è che esperienze come questa possano ripetersi e moltiplicarsi, dando vita a una rete sempre più viva di incontri letterari che rendano Catania una città che non solo legge, ma che vive e celebra la parola.

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