Si è conclusa con una serata densa di emozioni, talento e bellezza la manifestazione “L’Arte come Cammino”, evento dedicato al Maestro Tino Barresi, tenutasi il 30 e 31 luglio nei suggestivi ambienti di Palazzo Vigo a Torre Archirafi, sotto il patrocinio del Comune di Riposto e la direzione artistica dell’Associazione Akkuaria, presieduta da Vera Ambra.
Dopo l’intensa giornata inaugurale del 30 luglio, tra danza, pittura, parole e memoria, il 31 luglio ha segnato il momento più raccolto e poetico dell’intera manifestazione: una serata conclusiva che ha saputo armonizzare la musica, il pensiero critico e la voce delle nuove generazioni, in un dialogo costante tra espressione artistica e formazione umana.
I giovanissimi allievi al pianoforte: un concerto che è già futuro
A dare il via alla serata è stato il concerto al pianoforte degli allievi della Maestra Letizia Marcimino, protagonisti assoluti di un momento musicale che ha incantato il pubblico non solo per la qualità esecutiva, ma soprattutto per l’emozione sincera e luminosa che questi giovanissimi musicisti hanno saputo trasmettere. I più piccoli e i piccolissimi allievi si sono alternati sul palco con entusiasmo e naturalezza, confermando quanto la musica, se seminata con amore fin dalla tenera età, sappia fiorire con grazia.
Hanno suonato:
-
Lorys Torrisi, con brani di Dadd, Vacca e Trombone, portando sul palco ritmi giocosi e immagini fiabesche;
-
Chiara Aldaresi, con un raffinato repertorio che ha spaziato da I sogni son desideri a Dvořák e Strauss;
-
Sofia Aldaresi, che ha incantato il pubblico con La Primavera di Vivaldi e la celebre Danza Ungherese n.5 di Brahms;
-
Sofia Costanzo, con un equilibrio tra classicismo e modernità eseguendo Diabelli, Menken e Vacca;
-
Giada Castorina, versatile interprete, prima con Sogno d’amore di Liszt e Mozart, poi tornata sul palco per un brano di Alicia Keys, accompagnata dalla band Sesto Senso;
-
Diego Grasso, che ha affrontato con maestria un repertorio ambizioso, da Bach a Mozart e Strauss;
-
Giulia Quattrocchi, elegante nell’esecuzione della Passacaglia di Handel e del moderno Drowing Love di Kan;
-
Marco Cassaniti, che ha portato il pubblico in un viaggio sonoro tra Prokofiev, Mozart, Levine e Debussy, con esecuzioni di grande energia e precisione.
A suggellare questo prezioso momento musicale, l’ospitata della cantante Maria Rosa Barbagallo, che ha emozionato con la sua interpretazione sentita del brano “Tu si ‘na cosa grande” di Domenico Modugno, accompagnata anch’essa dalla band Sesto Senso, regalando al pubblico una chiusura musicale densa di pathos e sentimento.
L’arte raccontata: il libro di Maria Caserta e le letture dal vivo
Il cuore della serata è stata la presentazione del libro “Tino Barresi un artista che dell’arte ha fatto la sua essenza di vita”, scritto dalla prof.ssa Maria Caserta, che ha offerto al pubblico una testimonianza viva, profonda e poetica dell’opera e della vita di Barresi. Nel suo intervento, l’autrice ha tracciato le linee di un percorso artistico che non si è mai limitato alla tela, ma che ha sempre cercato l’incontro con l’altro, con la materia, con il territorio, con l’infanzia, con il sogno.
A rendere ancora più intenso l’ascolto, la lettura di brani tratti dal libro, affidati alle voci di Linda Marondoli e la regista Marina La Spina laureata al DAMS Bologna e al giovaner Alessandro Papa che, con delicatezza, hanno restituito immagini e parole dell’universo barresiano, fatto di memoria, sperimentazione e amore per la natura e per l’essere umano.
Un evento corale che ha unito generazioni, linguaggi e sensibilità
La serata del 31 luglio non è stata semplicemente una chiusura, ma un compimento, il naturale sbocco di un evento che ha saputo tenere insieme le arti visive, la musica, la letteratura, la didattica, la performance e la riflessione critica. A Palazzo Vigo si è celebrata una vera e propria festa della creatività, intesa non come esercizio formale, ma come cammino interiore, come modo di essere e di abitare il mondo.
Il Maestro Tino Barresi, con la sua arte libera, visionaria, potente e sempre autentica, è stato al centro non solo come artista, ma come testimone di un modo di vivere l’arte come dono, come incontro, come traccia lasciata nella materia e nelle coscienze. L’opera di Barresi, ricca di richiami figurativi e astratti, di vibrazioni cromatiche e profondità simboliche, è stata riscoperta anche attraverso lo sguardo delle nuove generazioni, in una perfetta continuità tra passato, presente e futuro.
Un’eredità che diventa seme
La serata del 31 luglio ha confermato quanto la cultura, se condivisa e ben coltivata, possa diventare un linguaggio universale, capace di unire, ispirare e commuovere. Le note dei bambini, le parole degli adulti, le immagini del Maestro e le riflessioni critiche si sono fuse in un’armonia perfetta, come accade solo quando l’arte è autentica.
“L’Arte come Cammino” non è stato solo un evento: è stata una dichiarazione di intenti, un invito alla ricerca, all’ascolto, alla bellezza.
E Palazzo Vigo, per due giorni, ne è stato il cuore pulsante.



