Catania, 26 luglio 2025 – Casa di Luigi Rigano.
Nell’ambito del progetto nazionale “Catania, città da leggere”, promosso dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) e realizzato con il sostegno del Comune di Catania, si è svolto lo scorso 26 luglio un incontro di straordinaria intensità culturale ed emotiva, dal titolo evocativo: “Il Sacro nella Parola e nel Suono: Viaggio tra Poesia e Musica”. L’evento, che fa parte del programma “Vivere la lettura tra le pareti domestiche” è stato ospitato nella cornice intima e accogliente del giardino della casa di Luigi Rigano, e si è rivelato un piccolo gioiello di riflessione e bellezza, capace di mettere in dialogo linguaggi diversi – parola, poesia e musica – accomunati dalla tensione verso l’assoluto e la ricerca di senso.
L’iniziativa, ideata e proposta da Ligi Rigano, ha rappresentato un significativo esempio di come sia possibile costruire esperienze culturali autentiche e profonde, capaci di coinvolgere il pubblico non solo sul piano estetico ma anche su quello spirituale. A fare da filo conduttore, il tema del sacro, esplorato in tutta la sua complessità e nelle sue molteplici sfaccettature: dal sacro intimo e familiare, fino a quello collettivo, liturgico, cosmico.
La prima parte della serata, dedicata alla parola poetica, si è aperta con la lettura di Rita MAria Coppa di un brano tratto da Sol sol sol mi di Vera Ambra, un’opera dedicata a Beethoven che intreccia le suggestioni musicali con i moti interiori della coscienza, e che invita a un ascolto interiore, dove la parola scritta si fa melodia dell’anima. Il titolo stesso del libro, richiamando un frammento del linguaggio musicale, ha trovato perfetta corrispondenza con il tema della serata, proponendo una riflessione sul linguaggio universale della musica come codice dell’invisibile.
A seguire, il pubblico ha potuto assistere a una toccante performance di Clorinda Fisichella, artista poliedrica nota per la sua attività pittorica ma anche per la sua raffinata sensibilità teatrale. Con “L’essenza”, testo scritto e interpretato dalla stessa autrice, la figura del padre viene evocata in modo poetico, profondo e viscerale. È un’opera che trascende il racconto autobiografico per toccare corde archetipiche, dove il rapporto padre-figlia diventa simbolo di una ricerca più ampia di radici e identità. Le parole di Clorinda si sono mosse sul confine sottile tra presenza e assenza, tra corporeità e spirito, accendendo nel pubblico un ascolto partecipato e commosso.
La serata è poi proseguita con le letture poetiche di Jalâl Al-Din Rumi, mistico persiano del XIII secolo, che ha offerto versi dal forte impatto evocativo, capaci di condensare in poche parole immagini, emozioni e significati profondi. Corrrado Sinastra ha dato voce a Rumi, portando in scena una poetica che sa essere spirituale senza rinunciare alla concretezza del vissuto. Alcuni brani tratti da “Il Castello Interiore” scritto da Santa Teresa d’Avila, un’opera mistica che utilizza l’allegoria di un castello con sette dimore per rappresentare il viaggio dell’anima verso l’unione con Dio. L’opera, scritta scritta nel 1577per le sue consorelle carmelitane e per tutti i credenti, offre una guida spirituale per la preghiera e la crescita interiore. A chiudere la prima parte della serata, Barbara Spampinato ha proposto una sua poesia dedicata a Gesù, un componimento vibrante e intimo che ha saputo trasmettere con sincerità una fede vissuta e incarnata, senza retorica ma con grande intensità.
La seconda parte dell’evento, dedicata alla musica sacra, è stata introdotta da una breve ma stimolante dissertazione a cura di Alessandro Scardaci, docente di fisica, che ha saputo unire rigore scientifico e sensibilità filosofica in un discorso che ha toccato temi di grande fascino: la natura del suono, le vibrazioni cosmiche, il rapporto tra armonia e materia, tra musica e metafisica. Le sue parole hanno offerto una chiave di lettura inedita per avvicinarsi alla musica sacra non solo come espressione artistica, ma come fenomeno universale, capace di collegare microcosmo e macrocosmo.
La serata è proseguita con la videoproiezione di brani selezionati dallo stesso Luigi Rigano e che fanno parte del repertorio barocco, appartenenti alla scuola napoletana, vera culla della musica sacra e profana del XVIII secolo. In particolare, l’esecuzione del “Miserere” di Gregorio Allegri ha rappresentato un momento di grande suggestione. Composto nel XVII secolo per il rito della Settimana Santa nella Cappella Sistina, il “Miserere” era considerato così sacro e prezioso che il papa ne proibì la diffusione al di fuori del Vaticano. Solo in tempi recenti la partitura è stata resa pubblica, ma la sua aura di mistero e sacralità rimane intatta. L’ascolto di questo brano, seppur in forma registrata, ha saputo ricreare quella stessa atmosfera di sospensione, incanto e raccoglimento che da sempre lo contraddistingue.
A chiudere la rassegna musicale, “Alto Giove”, “Salve Regina” e “Messa a 4 voci” di Nicola Porpora, compositore napoletano del Settecento, celebre ai suoi tempi ma oggi non ancora sufficientemente valorizzato. Le sue composizioni, che uniscono virtuosismo tecnico e profondità espressiva, hanno offerto al pubblico un esempio di come anche la musica possa essere forma di preghiera, slancio verso l’alto, comunicazione dell’ineffabile. Porpora, maestro di Farinelli e figura chiave della scuola partenopea, è stato giustamente ricordato non solo come artigiano del belcanto, ma come creatore di architetture sonore capaci di parlare all’anima.
L’incontro – che è stato interamente dedicato al primo anniversario della scomparsa di Sebastiano, figlio di Luigi Rigano, una creatura che ama più di ogni altra in questo mondo, – si è concluso con un forte senso di pienezza e gratitudine, da parte di un pubblico coinvolto e attento, che ha saputo accogliere e restituire l’energia del momento con un ascolto profondo. “Il Sacro nella Parola e nel Suono” si è dimostrato un evento raro, in cui contenuto e forma, spirito e cultura, si sono armonizzati in un equilibrio tanto delicato quanto potente.
A rendere ancora più speciale l’atmosfera dell’incontro, nel corso della serata è stato offerto un ricco buffet curato con generosità dal padrone di casa, Luigi Rigano, in collaborazione con l’Associazione Akkuaria. Tra le prelibatezze servite, ha riscosso un successo travolgente la pasta “spaziale” alla Norma, preparata per l’occasione dai gestori del nuovo locale “Cosmo Pasta”, recentemente apertoa Catania, in Piazza Mancini Battaglia. Un piatto che ha saputo deliziare non solo i palati ma anche gli “stomaci pensanti” del numeroso pubblico presente, confermandosi all’altezza della poesia e della musica proposte: un vero omaggio alla tradizione culinaria catanese con un tocco di innovazione cosmica.
L’incontro si è concluso con un forte senso di pienezza e gratitudine, da parte di un pubblico coinvolto e attento, che ha saputo accogliere e restituire l’energia del momento con un ascolto profondo. “Il Sacro nella Parola e nel Suono” si è dimostrato un evento raro, in cui contenuto e forma, spirito e cultura, si sono armonizzati in un equilibrio tanto delicato quanto potente.
Un plauso sincero va a tutti i protagonisti della serata – autori, artisti, studiosi – e a chi ne ha reso possibile la realizzazione, dimostrando che la cultura, quando è vera, sa ancora commuovere, elevare e unire. Catania, in questa occasione, non si è soltanto mostrata come “città da leggere”, ma come città che sa ascoltare, accogliere e trasformare ogni gesto artistico in testimonianza viva del sacro che abita l’umano.


