Sabato 7 giugno 2025 si è svolto presso l’Oratorio della Parrocchia diSan Francesco di Paola a Catania un nuovo e partecipato appuntamento della rassegna letteraria “Vivere la lettura tra le pareti domestiche”, progetto promosso dall’Associazione Akkuaria sotto la direzione di Vera Ambra, ispirato ai salotti letterari dell’Ottocento. L’iniziativa fa parte di un programma più ampio sostenuto dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell) e organizzato dal Comune di Catania.
L’incontro, dal titolo “La Civita si racconta. Storie di fede, santi e pescatori“, è stato un omaggio sentito a uno dei quartieri più ricchi di tradizioni della città. Attraverso letture, racconti e testimonianze, è stata rievocata l’anima autentica della Civita: un intreccio di fede profonda, memoria popolare e legame indissolubile col mare.
Particolare risalto è stato dato alla figura di San Francesco di Paola, venerato patrono dei pescatori e considerato, ancora oggi, il “Santo Padre” per eccellenza.
Gaetano Strano ha narrato della vita del Santo e dei numerosi racconti che ne tramandano i miracoli: si narra che durante una violenta tempesta, apparve in mezzo alle onde per salvare una barca di pescatori che invocavano il suo nome; in un altro episodio, avrebbe guarito un giovane colpito da una grave malattia agli occhi semplicemente posando su di lui lo sguardo e il segno della croce. Famoso è anche il miracolo del passaggio sul mare: rifiutandosi di pagare il traghetto per attraversare lo stretto di Messina, stese il suo mantello sulle acque e, con il bastone, vi salì sopra per attraversare il mare come fosse terra ferma. Questi episodi, tramandati dalla devozione popolare, hanno contribuito a rendere San Francesco una figura tanto vicina quanto potente, capace di incarnare il miracolo della speranza per il popolo semplice.
A dare voce al cuore poetico dell’incontro sono stati i versi di Nino Martoglio, letti con intensità e passione. Martoglio, con la sua lingua viscerale e il suo spirito acuto, ha saputo raccontare la gente della Civita come nessun altro. Nei suoi componimenti si respira l’amore per la propria terra, la compassione per le fatiche quotidiane del popolo, la capacità di coglierne la dignità e l’ironia anche nei momenti più duri. I suoi versi sono stati letti come un atto di restituzione e di memoria, perché la sua poesia è ancora oggi voce viva del popolo catanese.
L’incontro è stato condotto da Vera Ambra e Melina Pappalardo, che ne ha curato la regia assieme ad Alex Mihalka. Hanno impreziosito l’evento le poetesse Rita Maria Coppa e Barbara Spampinato, le cui letture hanno saputo armonizzare il sentimento del sacro e quello della vita quotidiana, creando un ponte tra la tradizione e la sensibilità contemporanea.
Una serata intensa, in cui la parola scritta e recitata ha fatto da filo conduttore tra passato e presente, mostrando come la lettura possa essere un gesto intimo ma al tempo stesso collettivo, capace di tenere viva la storia e l’identità di un’intera comunità.


