Sabato 17 maggio, nella suggestiva cornice della Sala Sant’Agata del Palazzo della Cultura di Catania, si è svolto un incontro promosso dall’Associazione Akkuaria, dedicato alla riflessione sull’importanza della parola scritta e sul valore duraturo che un libro rappresenta nel tempo, come custode di memoria, pensiero e identità.
A condurre l’evento è stata Vera Ambra, fondatrice e anima di Akkuaria, che ha guidato gli interventi degli autori presenti con la consueta passione e visione culturale. Il filo conduttore dell’incontro è stato il patrimonio cartaceo che ogni scrittore lascia con la pubblicazione di un libro: un lascito tangibile che attraversa generazioni, sfidando l’effimero della comunicazione digitale.
Protagonista d’eccezione è stata Lina Maria Ugolini, figura di rilievo nel panorama culturale catanese, che ha emozionato i presenti parlando della sua raccolta “Naride dice Radice”: un’opera intensa che intreccia poesia, memoria e riflessione sull’identità femminile. Le sue parole hanno aperto una finestra sul significato profondo della scrittura come radice interiore e come strumento di rigenerazione culturale.
A seguire, si sono alternati gli interventi degli autori Maria Grazia Famà, Dari Miele, Giuseppe Urso, Maria Tripoli e Barbara Spampinato, ognuno portando il proprio contributo creativo e umano. I loro racconti, le poesie e le riflessioni hanno arricchito il dialogo collettivo, offrendo uno spaccato autentico della produzione letteraria contemporanea promossa da Akkuaria.
L’incontro si è rivelato un momento prezioso di condivisione e confronto, riaffermando la centralità del libro come spazio di libertà e come strumento indispensabile per custodire e tramandare la cultura. In un’epoca in cui tutto sembra consumarsi velocemente, la scrittura resta un atto di resistenza e un ponte tra le generazioni.



