Narice dice radice di Lina Maria Ugolini

Posted by on May 18th, 2025 and filed under Libri, News, Poesia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Narice dice radice di Lina Maria Ugolini

“Narice dice radice” è una raccolta poetica densa di visioni sensoriali e memorie stratificate, un viaggio letterario dove il respiro dell’infanzia incontra la profondità della natura, e il corpo si fa tramite di un sentire primitivo, istintuale, profondo. Lina Maria Ugolini — scrittrice, musicologa e raffinata tessitrice di parole — ci guida attraverso un universo poetico che ha il sapore del pane appena sfornato, l’odore della terra bagnata, la voce dei ricordi sospesi nel tempo.
Suddiviso in tre sezioni — Miti d’infanzia, Visioni di terra e Narice Radice — il libro intreccia con grazia poesia e riflessione, partendo dalla memoria bambina per toccare i miti quotidiani e l’ancestrale legame dell’uomo con il mondo naturale.

Nel cuore dell’opera, il binomio “narice/radice” diventa simbolo e struttura poetica. La narice rappresenta l’olfatto, il primo senso a entrare in contatto con il mondo, mentre la radice è ciò che ci ancora alla vita, alla terra, alla storia. Due vie che si incrociano nel sentire poetico: l’una in cerca, l’altra in attesa. Lina Maria Ugolini dà corpo a questo dialogo attraverso versi che odorano di resina e gelsomino, che frusciano come foglie tra i ricordi, che pizzicano l’anima come corde d’arpa.

La prima sezione, Miti d’infanzia, è un vero inno alla meraviglia. Oggetti quotidiani — l’armadio, l’ombrello, le more, il carciofo — si animano di significati simbolici e diventano custodi di un tempo in cui l’immaginazione trasformava tutto in favola. La voce bambina qui si fa eco di una nostalgia tenera ma mai malinconica, come in Punteggiatura o Il mare, dove la poesia si fa rifugio, gioco, nido.

Con Visioni di terra, l’autrice compone un inno alla natura che si fa corpo vivo, madre accogliente e amante. È un paesaggio interiore quello che descrive, fatto di stagioni, pietre, ulivi, ma anche di dolori e speranze. I versi sono ricamati come merletti, capaci di catturare l’incanto delle piccole cose — una foglia gialla, una fonte, la nebbia sul mare.

Infine, nella sezione Narice Radice, il tono si fa più intenso e filosofico: la poesia diventa riflessione sull’identità, sulla finitudine, sul senso di appartenenza e sulla possibilità della rinascita. Versi come “Solo la ginestra dura negli steli” o “Narice dice radice / canto per gli uomini / distratti dal denaro” colpiscono per la loro essenzialità e potenza evocativa, e chiamano il lettore a un ascolto più profondo, più lento, più vero.

Lina Maria Ugolini riesce nell’impresa rara di far vibrare la parola poetica attraverso i sensi, rendendola tangibile, quasi carnale. La sua scrittura è musicale, teatrale, viva. È poesia che respira.

Lina Maria Ugolini è nata a Catania nel 1963. Scrittrice, poetessa, contafiabe e musicologa, è autrice di numerosi libri tra romanzi, poesie, saggi e testi per il teatro musicale. Collabora con importanti istituzioni artistiche come il Teatro Massimo Bellini, la Camerata Polifonica Siciliana e il Conservatorio “Vincenzo Bellini” di Catania, dove insegna Drammaturgia musicale e Analisi delle forme poetiche. La sua poetica intreccia parola, suono e immaginazione, con una particolare attenzione alla dimensione infantile e alla natura, elementi centrali anche in Narice dice radice.
 

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