Giuseppe Sterlino, Una luce nel profondo buio

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Giuseppe Sterlino, Una luce nel profondo buio

“Una luce nel profondo buio” di Giuseppe Sterlino, pubblicato per Akkuaria, è un completo e particolarmente dettagliato trattato sulla storia della natura umana, sull’impatto dell’uomo sull’uomo e sulla conseguenza della sua esistenza su quel motore di vita quale è la Natura da cui tutti noi traiamo origine fin dalla notte dei tempi.

Egli studia i primi bisogni dell’essere vivente, uomo come animale, come la migrazione, altrimenti definita come lo spostamento da una regione a un’altra al fine di procacciare risorse per il sostentamento del sé e del gruppo di appartenenza: a riprova di questo si vedano i primissimi esseri viventi apparsi, secondo i religiosi, sulla faccia della terra. Adamo ed Eva, quando ancora “il tempo non era tempo”, come dice lo stesso autore, furono cacciati dal giardino dell’Eden per aver voluto sfruttare appieno le risorse di quel paradiso che il Signore aveva dato loro, e da cui furono cacciati e condannati a una vita di sudore, fatiche e dolori e costretti allo spostamento continuo alla ricerca di risorse di cui avevano bisogno; e tale fu il destino di qualsiasi altro essere vivente venuto dopo di loro che per convenzione chiamerò uomo.

Tornando al lato storico della faccenda, e andando di pari passo con i vari stadi dell’evoluzione umana, processo che ha portato fin dalla formazione della primissima cellula di ognuno di noi ad essere parte integrante del sistema Natura, Sterlino analizza la volontà intrinseca di ogni essere umano dotato di intelletto e di quella pericolosissima arma chiamata “libero arbitrio”, che fece capire persino ai nostri cavernicoli antenati di essere in grado di governare, in quanto superiori in raziocinio, sui propri simili e sulla natura circostante. Facendo un salto nel tempo verso accadimenti molto più recenti, e con l’apparizione dei confini geografici che ad oggi delimitano pezzi di terra convenzionalmente definite nazioni, si vedano eventi come la conquista delle Americhe o l’Unità di Italia: in entrambi i casi questi spostamenti si scoprirono essere insediamenti prolungatisi poi nel tempo con conseguenti violenze inaudibili a spese degli autoctoni, e anche se a primo acchito potrebbero essere analizzati come due episodi a sé stanti, se si scava più a fondo si vedrà come nel corso della storia le motivazioni trainanti tali atti di migrazione/invasione appaiono essere sempre le stesse: la credenza di aver trovato l’unica soluzione a tutti i mali del mondo, altrimenti chiamata religione, e il voler “contribuire” a migliorare una situazione amministrativa locale, il che in più occasioni ha invece voluto nascondere dietro la propria ombra di altruismo, la volontà di apportare una pace che sottomettesse tutti al proprio volere.

Con il ritorno alla sedentarietà dei popoli dell’epoca contemporanea, dopo lunghi periodi di invasioni e conquiste, cambiano i bisogni: non più le risorse primarie, poiché la globalizzazione ha ormai rimpicciolito e saccheggiato ogni angolo di mondo in cui i più agiati abbiano messo piede per soddisfare i propri desideri, ma il denaro e il conseguente potere sembrano essere le necessità dell’uomo moderno, per cui sente il bisogno di piegare popoli a lui vicini persino con l’inganno. Come si diceva prima, l’Unità d’Italia non fu altro che la volontà di assoggettare la popolazione siciliana, da sempre forte della propria autonomia e indipendenza, al potere piemontese, ma con la falsa promessa di una migliore e maggior tutela di uno stato centralizzato. Questo e tanto altro è ciò che denuncia Sterlino nel suo trattato, chiudendo con la speranza di trovare un essere umano abbastanza intelligente da riuscire a staccarsi dall’intelligenza artificiale, che tanto ci ha fatto disconnettere con la realtà a noi circostante, e vivere in piena armonia con il suo sistema Natura, motore di vita da cui tutto è nato, riuscendo, forse, a correggere nel futuro ciò che rappresenta il malessere che l’umanità oggi è costretta a subire.

La sua denuncia sociale fa breccia sulle dinamiche odierne di supremazia che le nazioni più ricche hanno adottato e continuano ad adottare nei confronti dei sottomessi, siano essi di altra etnia o genere: in fondo, le religioni hanno anche insegnato che anche la donna è un essere inferiore, al servizio del dio uomo, e questa è da sempre stata una supremazia che ha reso i popoli ancora più agguerriti e certi nelle loro supposte verità, che ha portato a guerre e asservimenti in nome di un accatastamento di natura primordiale di risorse in altro modo, si pensa, inarrivabili.

 Federica Duello

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