Tra le tue dita: poesie di Dario Miele

Posted by on May 18th, 2018 and filed under Poesia. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Durante la manifestazione “Viaggio tra le Vie dell’Arte” la rassegna artistico-letteraria a cura di Vera Ambra, che si svolge in questi giorni presso la Biblioteca Vincenzo Bellini di Via Sangiuliano a Catania, mi è capitata tra le mani la raccolta di poesie “Tra le tue dita” di Dario Mele.
Ho cominciato a leggerlo tralasciando la premessa, come da mia abitudine. In verità a me, cui piace molto leggere, piace pure lasciarla per ultima e dopo aver formulato  un mio giudizio sul testo. In questo modo riesco ad avere una visione chiara di quanto leggo, senza dover  subire  il giudizio espresso in premessa da altri.
Ho scoperto che il tema comune a tutti i versi che si susseguono nel libretto in questione è unico e solo: l’amore, riferito al rapporto sentimentale e sensuale che si instaura in una coppia, ma vissuto, raccontato e analizzato da parte di un uomo.
Del resto è nella norma, essendo in presenza di un autore di sesso maschile giovane che chiaramente non intende illustrare trasgressioni in questo settore dell’umano operare.
Vengono ampiamente descritti i sentimenti dell’autore e le sue reazioni emozionali, nonché di desiderio  alla sua felicità, senza per altro soffermarsi  su quello che possa provare l’oggetto della sua passione, che risulterebbe, in ogni caso  totalmente immaginabile, ma non certo e reale.
Semmai, egli si limita solamente ad esortare la persona amata ad aprirsi maggiormente a lui, che offre tutto il suo amore, di provare quello che lui prova.
Ecco alcuni versi che evidenziano quanto detto, ma non sono i soli, poiché anche gli altri sono dello stesso tenore.

“Seguimi nei giorni senza fine
che vivono negli occhi tuoi”

 “Bruciami
e fai di me
temibile banchetto”

 “Legami a te
angelo terrestre
dal volto ignoto”

“Assapora il respiro
Che t’ho soffiato sulla pelle”

Del resto, se così non facesse, le immagini, molto ricche di sensualità potrebbero trascendere in qualche cosa che poesia non è, ma mera descrizione becera di lussuria.
Con molto piacere e intima soddisfazione letteraria, ho notato che l’estrinsecazione dei sentimenti, molto delicata ma imperante, è accompagnata dal desiderio bruciante e incontenibile dei sensi. Una vera ricerca della felicità attraverso i sentimenti che suscita l’amore perfetto ed equilibrato tra affetto e passione.

“Versati verso me
io svanirò celatamente
dall’inseguire dei tuoi odori”

“Odori di te m’avvolgono
nel profumo setoso di rose rosse
essenze di anime mai assorte”

È un continuo attingere nel proprio io delle  immagini poetiche che esternano il suo sentimento e il suo desiderio per l’oggetto  del suo amore che, magari è solamente sognato, non reale, ma in ogni caso intensamente cercato e fonte di felicità.
Questo groviglio di sentimenti di desideri e di aspirazioni quasi eteree ma fortemente sentite, sono esposte con un linguaggio adeguatamente musicale e armonioso nella loro brevità quasi mormorata e cosparsa di piacevoli sussurri.
Senza tema di smentita siamo in presenza di un menestrello dell’amore che canta al mondo intero i suoi sentimenti alla stessa stregua dell’usignolo innamorato a primavera.
Una figura questa non del tutto nuova nella letteratura italiana, che ricorda i suoi albori, quelli che dettero l’avvio al dolce stilnovo di Guido Cavalcanti,  Dante e Petrarca  e successivamente  alle ballate del Poliziano. Mi riferisco alle improvvisazioni poetiche dei trovatori, che cantavano composizioni amorose alle loro donne, principesse di sogni  stupendi, ma raggiungibili.
Sostanzialmente Dario Mele, pur con una tecnica diversa all’ermetismo dell’ultimo periodo letterario riesce a  farci rivivere  attimi di serena contemplazione interiore del suo ideale dell’amore, che è elevazione spirituale ed anche materiale della figura femminile, oscillante tra il cielo e la terra e tutto ciò con un modo di sentire antico e pur sempre attuale.
Non a caso la premessa al libro di Laura Rapicavoli, ovvero di una donna, da me letta e confrontata dopo, coincide nel plauso per quanto esternato dall’autore.
Non nascondo che il mio giudizio del tutto positivo è influenzato dal quasi mio identico modo di trattare questo tema del sentire umano, basato sull’analisi del proprio io, da cui trarre immagini poetiche e d’amore per la figura della persona amata, che nello stesso tempo è spirituale e materiale, ma lontano da becere e volgari espressioni.
Per il futuro mi auguro che il Mele affronti, come del resto ho fatto io, altri temi dell’umano sentire con la stessa foga, armonia di pensiero e di immagini usate in questa occasione.  
Esistono nel mondo altri temi dell’amore, il cui oggetto non è solo la persona amata, ma l’umanità intera, la natura, la scienza, il perdono, la carità e la giustizia sociale, tutte cose degne di essere poeticamente ed intensamente esplorate.   

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Pippo Nasca

 

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