Salerno 2 luglio presentazione del libro “Dormono tutti tranne me” di Teresa Guida

Posted by on Jun 30th, 2016 and filed under Interviste, Libri. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

Salerno 2 luglio presentazione del libro “Dormono tutti tranne me” di Teresa Guida
“Dormono tutti tranne me” è l’accattivante titolo scelto da Teresa Guida per dare alle stampe la sua opera prima, che è stata presentata sabato 2 luglio 2016 nella suggestiva cornice della Terrazza dell’Hotel Bacco a Furore (SA), e che di fatto ha aperto ufficialmente la seconda edizione della Rassegna Cinematografica “Furore, Schermi d’Arte 2016”, ideata e diretta dal giornalista Rai Paolo Spirito, promossa e organizzata dal Comune e dalla Pro Loco di Furore, in collaborazione con Cinecittà-Luce e Centro Sperimentale di Cinematografia-Cineteca Nazionale di Roma.
L’Autrice, nata a Vico Equense (Na) nel 1980, si definisce idealista e fantasiosa. Dopo la laurea in Scienze della Formazione Primaria si trasferisce a Roma, dove inizia la sua esperienza e formazione di insegnante. Dopo cinque anni, fa ritorno alla sua cittadina natale, dove attualmente lavora come insegnante di sostegno nella scuola primaria. Nel poco tempo libero a sua disposizione le piace viaggiare, fare jogging e prendere il caffè con le amiche e soprattutto leggere favole ai suoi figli. Ma come spesso capita alle persone più altruiste e sensibili, è in agguato un nemico insidioso che le toglierà anche quelle poche ore di meritato riposo dopo una giornata piena di defatiganti incombenze: l’insonnia. A chi non è capitato almeno una volta di essere talmente stanco da non riuscire a prendere sonno? Licia -la protagonista del romanzo- è una donna forte e fragile allo stesso tempo, concreta e sognatrice, distratta e riflessiva che ha perso il sonno da un bel pezzo per i più disparati motivi. I figli e i loro incubi, il lavoro e le energie mentali e affettive spese in esso e la burrascosa ma avvincente vita sentimentale della protagonista danno vita a una storia nella quale il passato e il presente si intrecciano continuamente.
Nella narrazione in prima persona di Licia, tutto ritorna “prepotentemente a galla” in una notte, l’ennesima, in cui non riesce a dormire. Ma la vicinanza fisica e morale di un’altra donna stavolta le sarà di aiuto per riuscire a spiegarsi e, forse, salvarsi.
Il libro di Teresa Guida è un raro esempio di scrittura al femminile che condensa e sublima nella parola scritta le criticità, ma anche la voglia di riscatto della protagonista, approdata, tramite la scrittura, non solo a una dimensione di agognata e quasi sospesa serenità, ma soprattutto ad una maggiore presa di coscienza delle sue stesse fragilità di donna, moglie, madre e di come trasformarle in punti di forza e di riscatto.
Auspichiamo all’Autore di poterci sorprendere a breve con un secondo intenso romanzo, essendo notevoli e intrinsecamente sofferte le sue innate capacità letterarie, che, e non sembri azzardato il paragone, ci rimandano alla prima produzione della grande Anna Maria Ortese.
Abbiamo incontrato nei giorni scorsi Teresa Guida e Le abbiamo rivolto alcune domande, qui di seguito riportate:
D: Signora Guida, come nasce l’idea di questa, che se non erro, è la Sua Opera prima?
R: Sì, è il mio primo romanzo. Il libro nasce un po’ per caso e un po’ per gioco dall’amicizia e la complicità di un mio amico, grande lettore come me. In un periodo difficile della mia vita in cui non volevo parlare ma avevo assoluto bisogno di scrivere, ho iniziato a mandargli brevi messaggi, poi mail, infine documenti word di due o tre pagine. Chiaramente alla fine il mio amico si stancò di leggere e per gioco mi propose un giorno di scrivere un libro. Io lo presi in parola, decisi di smetterla di intasare la sua posta elettronica e iniziai a progettare un romanzo.
D: Ogni opera letteraria fa sempre riferimento al vissuto dell’Autore. E’ così anche per questo suo primo romanzo?
R: Ogni romanzo del genere è ispirato alla vita del suo autore, ma anche ai suoi desideri e alle sue paure. Mi sono ispirata in parte al mio vissuto personale, in parte alle storie delle donne che ho conosciuto, aggiungendo in ultimo molti elementi di fantasia e immaginazione.
D: C’è una scrittrice in particolare cui Lei si è ispirata?
R: Non saprei. Fino ai 25 anni ho sempre letto con molto piacere i romanzi di Isabel Allende. Oggi mi piacciono i libri di Diego De Silva. Quando ho finito di scriverlo e l’ho riletto, mi sono accorta che il mio libro è molto simile a quello di Alba De Cespedes, “Dalla parte di lei”. Credo sia quest’ultimo uno dei miei libri preferiti e dal quale, forse, ho tratto ispirazione.
D: Qual è il suo rapporto con la scrittura?
R: Per il lavoro che faccio mi trovo a dover scrivere e descrivere i caratteri e i casi particolari dei bambini che seguo. Mi piace comunque scrivere a prescindere dal mio lavoro. Mettere su carta o nel pc un pensiero, un’osservazione o un ricordo per me equivale a fermarli, attribuire loro un significato, dargli un senso.
D: Lei è un’insegnante, quindi vive il rapporto con i giovani da un osservatorio privilegiato. Perché i giovani di oggi leggono sempre meno, cosa li allontana dalla consuetudine della pagina scritta, l’uso a volte smodato delle più moderne e sofisticate tecnologie digitali (INTERNET, I-PHONE- IPOD), o la mancanza di storie che possano interessarli e coinvolgerli e che rispecchino i disagi e le criticità della loro generazione?
R: Credo che per diventare un buon lettore, dobbiamo allenare prima i nostri bambini ad essere buoni osservatori e poi dobbiamo dotare la loro stanza di uno scaffale con tanti libri. Dobbiamo creare una sovraesposizione ai libri, contrastando quella dei tablet, verso i quali sono troppo spesso incuriositi. Nella nostra società i bambini hanno i pomeriggi troppo pieni per fermarsi ad osservare. È più facile, nella mezz’ora di pausa tra il doposcuola e il calcetto, mandare un whatsApp all’amichetto o completare il livello di Fruit Ninja che fermarsi a leggere un libro. Dovremmo concediamo più pause di noia ai nostri figli e scegliere testi accattivanti con delle belle illustrazioni da leggere la sera, prima di andare a letto, invece che piazzarli davanti al televisore a guardare Spongebob. Senza demonizzare la tecnologia, dovremmo insegnare ai bambini a farne un buon uso. Insegno alle scuole elementari come insegnante di sostegno, quindi lavoro con bambini problematici fino ai 10 anni. Le tecnologie informatiche e digitali aiutano molto questi bambini nel superamento dei loro handicap. I bambini, soprattutto quelli con i quali lavoro io, sono poco attratti dalla pagina scritta perché spesso hanno difficoltà di attenzione e concentrazione. Come insegnanti dovremmo programmare progetti di lettura che coinvolgano altri aspetti come la psicomotricità, il lavoro sulla corporeità, la socializzazione, l’espressione artistica.
D: Sta già pensando ad un Suo prossimo libro?
R: Se arrivasse l’ispirazione, perché no?!
 
Andrea Spirito 29.VI.2016
 
fonte della notizia
http://www.positanonews.it/articolo/177378/dormono-tutti-tranne-me-di-teresa-guida-edizioni-akkuaria-sabato-2-luglio-ore-19-00-al-furore-schermi-d-arte-2016

Comments are closed

È vietato l'uso delle immagini e dei testi non autorizzato.
© 2016 Associazione Akkuaria
Associazione Akkuaria Via Dalmazia 6 - 95127 Catania - cell 3394001417
Registrata Ufficio Atti Civili di Catania il 3 maggio 2001 al n.ro 6010-3 - C.F. 93109960877
scrivi a: veraambra@akkuaria.com