Il mostro in pineta.minaccia di distruzione di una delle zone più belle di Soverato

Posted by on Mar 22nd, 2015 and filed under Ambiente, News. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. Both comments and pings are currently closed.

E’ stato pensato, progettato, appaltato e costruito sotto il nome di riqualificazione.
Ma non riqualifica niente.
Invece appesantisce, sporca, inquina, imbruttisce, ostruisce, deturpa.
In più riduce i servizi, cancellando l’agibilità di un campo di calcio molto utilizzato dai giovani soveratesi.
E’ il grande cesso-spogliatoio…+(bar?), costruito in tutta fretta, con con soldi pubblici, proprio nel bel mezzo della, bellissima e sempre sotto attacco, pineta del lungomare Europa di Soverato, a dispetto del tanto sbandierato da tutti, impegno a favore dell’ambiente.
Un vero mostro neanche poi tanto piccolo se commisurato alla percentuale dell’area verde che invade e deturpa esteticamente.
Un mostro di calcestruzzo.
Tonnellate di cemento e ferro di cui, almeno per adesso, tutti rifiutano la paternità.
Quelli dell’amministrazione Taverniti dicono di non essere responsabili del progetto ma di aver solo trovato i fondi.
Quelli dell’amministrazione Alecci dicono che hanno solo predisposto l’erbetta sintetica al posto dell’erba naturale.
Entrambe queste amministrazioni sono miseramente crollate sulle proprie debolezze strutturali, etiche e politiche e, nel mezzo, c’è stata un’amministrazione commissariale che adesso non c’è più e quindi non dice niente.
Parla invece, sicuramente fuori dal seminato, la dott.ssa Chiaravalloti, dirigente dell’ufficio tecnico comunale, quando spara a zero contro cittadini, associazioni e comitati che protestano, e quindi, a suo dire, sarebbero, colpevoli di “innescare (sic) ed ostruire lo sviluppo e la rinascita turistica economica e sociale di Soverato”. Come se il cemento l’avessero buttato in pineta i cittadini, le associazioni, i comitati e non il comune stesso…
Chiunque non sia analfabeta di politica e di amministrazione, sa bene che la dott.ssa Chiaravalloti, in quanto impiegata del comune, e quindi priva di responsabilità politica, può e deve, quando le viene richiesto, dare informazioni tecniche sulla legittimità degli atti amministrativi, sull’acquisizione puntuale di tutti (ma proprio tutti) i pareri necessari, sulla correttezza dell’iter seguito. Ma non può e non deve fare valutazioni politiche a favore o contro una parte della città o altre forze politiche e sociali. Se lo fa, non parla più come dirigente del comune e dovrebbe spiegare bene a nome di chi parla. Di sé stessa, delle amministrazioni passate o di quella commissariale attuale, dei progettisti o di chi altri e in virtù di quale mandato.
Di queste cose se ne occuperanno sicuramente, se ve ne sono le condizioni, le istituzioni di controllo, compresa la magistratura, che non possono solo stare a guardare.
A noi cittadini spetta invece il compito di capire come è stato possibile che il comune abbia potuto violare clamorosamente le regole che lui stesso si è dato. Realizzando opere che non sarebbero permesse a nessun cittadino.
Il Piano Regolatore vigente di Soverato, frutto di anni di lavoro, di battaglie politiche, di discussioni nella città tra partiti e movimenti, non permette, infatti, di costruire nella pineta, null’altro che un gabbiotto (removibile) per tenere gli attrezzi.
Per questo è stato possibile, in passato, bloccare ripetuti tentativi di fare altre cose, e perfino, solo qualche anno fa, di bloccare la costruzione, già iniziata dall’amministrazione Mancini, di un Punto di Informazioni Turistiche.
Certo anche il Piano Regolatore della città può essere cambiato con i poteri del Consiglio Comunale. Ma buon senso e ragionevolezza politica minima, vorrebbero che, per variare un così importante strumento legislativo, vi siano almeno motivazioni di sopravvenuta somma urgenza e/o necessità e comunque di utilità generale. Ad esempio fare opere di sicurezza contro l’erosione, l’inondazione o per l’accessibilità di portatori di disabilità o per motivi di sicurezza.
Non mi sembra che l’opera fatta risponda a queste requisiti e comunque i servizi in questione avrebbero potuto essere ridimensionati e, comunque, costruiti con materiali leggeri e removibili.
A noi cittadini, spetta anche il compito di tentare di bloccare in ogni modo questo mostro e chiederne la immediata rimozione. Utilizzando tutti gli strumenti che il nostro sistema democratico ancora ci consente. Manifestazioni, cortei, e-mail di protesta ai politici regionali e nazionali, interrogazioni parlamentari, raccolta di firme, ricorsi e denunce agli enti di controllo, banchetti, richiesta di referendum, occupazioni pacifiche e sit-in. Tutto deve essere tentato e fatto per far togliere quel mostro dalla nostra pineta.
Contrariamente a quanto qualcuno, ad arte, sostiene, non è troppo tardi. Non è mai troppo tardi per cominciare a riparare i delitti contro l’ambiente e la bellezza. Eventualmente a spese di chi li ha commessi.
A noi cittadini spetta quindi anche il compito di esigere che i responsabili politici di questo obbrobrio ne rispondano alla città. Come prevedono le regole della democrazia. Lo possiamo fare riprendendo in mano i nostri poteri di scelta e controllo democratico senza più delegarli in bianco a nessuno. Senza scambiarli più con vuote promesse di posti di lavori e di regalie di nessun genere.
A cominciare da adesso.

Mimmo Loiero

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