Frand Lloyd Wright il Genio creativo

Posted by on Aug 30th, 2013 and filed under Arti Visive. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0. You can leave a response or trackback to this entry

È stato il genio più creativo dell’architettura americana. Fu reso famoso dalla “casa sulla cascata” e dall’edificio della Johnson Wax. Nacque negli Stati Uniti d’America nel 1869 da William Russel Cary Wright, pastore della chiesa unitaria e musicista, e da Anna Lloyd Jones, donna molto energica, che aveva deciso di fare del proprio figlio un architetto. Frank Lloyd Wright s’iscrisse alla facoltà di ingegneria civile a Madison, Wisconsin. Dopo due anni di studi si reca a Chicago per lavorare nello studio di Silsbee, nel Midwest. Nel 1887 viene assunto come apprendista nello studio Adler e Sullivan, che non cessò mai di ammirare e coi i quali collaborò nella progettazione di diverse case come e a quello dell’auditorium di Chicago”; ma il suo carattere ed il desiderio d’indipendenza lo portarono presto a lavorare da solo.

La prima opera che realizzò autonomamente fu la “Piramide house”. La sua formazione di architetto dipese dall’incontro con Sullivan, come dalle opere di Richardson e dai principi di Morris. Fu sì allievo di Sullivan ma ben presto lo superò sia nei dettagli che nella composizione.
Grazie all’impiego corretto di cemento armato, vetro, acciaio e strutture in aggetto, Wright concepì edifici nei quali esisteva una chiara corrispondenza tra senso architettonico e qualità dello spazio interno. Di Sullivan assunse gli entusiasmi profetici dell’architettura avente come qualità primaria i valori e le espressioni degli spazi interni.
La sua architettura, che lui stesso definì “organica” si caratterizza per la pianta ramificata e asimmetrica, rigorosa orizzontalità, profilo composto, assenza di cornici e fregi, massimo risalto alla qualità dei materiali, assenza di decorazione pittorica negli interni.
Eppure, nonostante la sua dichiarata “organicità” Wright mantenne, per tutta la carriera, il gusto per alcuni dettagli decorativi, per la grafica molto qualificata, e un particolare amore per l’architettura giapponese, da cui derivò il modo di concepire porte e finestre.
Nel 1889, appena sposato, acquista un terreno nel sobborgo di Oak Park dove inizia a costruire la propria abitazione; come libero professionista indipendente inizia a costruire case d’abitazione secondo un originale e personale linguaggio architettonico che sviluppa e sperimenta per i primi due decenni del secolo nei progetti per il quartiere di Oak Park.
Le Prairie Houses di Wright si integrano ai paesaggi delle estese pianure che dominano i dintorni di Chicago e riflettono la duplice e contraddittoria condizione impressa da una ricerca di profondo radicamento al terreno e di una contemporanea apertura al paesaggio.
La “nuova casa” è dominata dalla linea orizzontale che esalta l’estensione del terreno su cui giace, mentre la massa murata e compatta del camino, posta al centro dell’edificio, l’ancora saldamente al suolo suggerendo una forte spinta gravitazionale… Il centro attorno a cui ruota quasi tutta l’architettura di Wright è il rapporto stretto con la natura ed è proprio con Wright, che non a caso nasce l’architettura organica, che in Europa avrà, quale massimo rappresentante Alvar Aalto.
Wright si considerava un “uomo del nuovo mondo”, il che significava una forte opposizione all’Europa, in quanto vecchio mondo, superando con ciò il tradizionale complesso d’inferiorità dell’America, rinnegando qualsiasi tradizione stilistica europea, orientandosi per lo più verso forme giapponesi e americane indios e maya. Divenne un personaggio celebre, i cui ideali lo portarono a rivolgersi ad una committenza media. Si tratta di una abitazione unifamiliare, al livello con il terreno, con uno stile semplice ed a dimensione umana. Infatti, è la dimensione umana che lo spinge verso l’architettura organica, che si sviluppa come un organismo da un nucleo centrale, senza schemi geometrici preordinati, vivendo liberamente dal proprio ambiente, anzi connaturandosi ad esso: la sua idea era quella di proporre un’architettura per l’uomo, tagliata su misura e intorno all’uomo falla crescere come se fosse il suo corpo. Ottenne la massima libertà nello sviluppo dei suoi progetti cominciando dall’interno e successivamente dall’esterno, questo è rivoluzionario in quanto portò da un lato alla fluidità spaziale evitando i frazionamenti interni, dall’altro alla molteplicità e alla ricchezza degli interni. Le sue opere furono il frutto della sua inventiva e non la rielaborazione di altri linguaggi, egli avrebbe voluto costruire ogni casa a “misura del proprietario e al contesto paesaggistico. Fu straordinariamente produttivo con più di 600 progetti e più di 300 realizzazioni. La sua attività fu molto varia: da case semplici, per esigenze economiche a palazzine per appartamenti, come i “Terrace apartaments a Chicago”, alla sua casa ad Old Park (1889).
Ma subito iniziò le ricerche spaziali e compositive della casa ad esempio la casa “Winslow” a Chicago nel 1893, con una stupenda facciata con un prominente tetto che sporge nel giardino. Nei primi decenni dell’900 denominati “La casa della prateria”, che realizza sia l’aspetto unifamiliare con il focolare come fulcro, lo spazio partendo dal centro si espande secondo spazi precisi, di un linguaggio inconfondibile pur subendo l’influenza di elementi giapponesi o di influenze art-noveau, resta comunque personale, caratterizzato da grandi tetti aggettanti e terrazze che fungono da giardini e dalle serie di finestre; i capolavori di questo periodo sono la “Willis house e Highland park”.
Nel 1909 Wright abbandonò la famiglia per fuggire con un’altra donna in Europa, quando ritorno negli USA costruì una grande abitazione per i suoi familiari “Taliesin I°” 1911 che andò distrutta in un incendio doloso nel 1914, ciò segno la rottura con il passato e l’inizio di un nuovo periodo segnato dall’incarico a Tokyo nella realizzazione del Hotel imperiale (antisismico).
Al ritorno in America sviluppo un nuovo stile basato sulle imitazioni stilistiche esotiche come i templi Maya, un opera interessante è la “Casa Millard” detta la miniatura a Pasadena, costruita da blocchetti di cemento collegati tra loro da cavi d’acciaio inventato da lui stesso. Ma questo periodo si concluse con la casa sulla cascata, Bearn Run, Connesville (1936), fatta da lastre a sbalzo un altro capolavoro e la realizzazione della torre e gli uffici della Jonson Wax, Racine. La pianta è basata su cerchi accostati che gli permisero la massima libertà distributiva costituita da esili pilastri ad ombrello che suscitarono perplessità nei contemporanei, ma non sono da meno le finestre formate da tubi di vetro che permettono l’entrata della luce ma non la vista, e una forte predominanza del colore rosso. Continuo a realizzare case di tipo economico ed esemplificato, contemporaneamente realizzo la sua casa nel deserto dell’Arizona presso Phoenix, “Taliesin West”. Da allora si diede allo studio di nuove forme, edifici circolari e a spirale, di questo periodo sono la “Sol Friedman” a Pleasentiville, formata dall’intreccio di due circonferenze; e la grande spirale del Guggenheim Museum, New York (1946-1959). Nel 1953 realizzò la torre Price, uno dei più riusciti grattacieli americani per la straordinaria libertà compositiva. Wright nel campo urbanistico la sciò un libro utopistico in cui descriveva una città denominata “Broadacre” in cui realizzava case unifamiliari con un piccolo appezzamento di terreno, questo progetto mai realizzato condannava la vita urbana contemporanea.
Nel 1932 con la moglie fondò una scuola di architettura basata sull’apprendistato di otto anni dopo istituì la Frank Lloyd Wright Foundation, i suoi disegni erano sempre disponibili per i suoi allievi. In Italia le opere giunsero solo dopo il 1945 influenzando ben presto gli architetti italiani. Figura centrale della architettura organica, di temperamento pioneristico che rispecchia idologicamente le valenze individualistiche della società americana, Wright ne domina per un sessantennio la scena e, si pone come riferimento assoluto per tutto il movimento moderno. Trascorre più di 70 anni creando disegni che hanno rivoluzionato l’arte e l’architettura di questo secolo. In tutto disegnò 1141 progetti – case, uffici, chiese, scuole, biblioteche, ponti, musei e molte altre costruzioni. Progettò anche arredi, tessuti, lampade, oggetti per la tavola, argenti, tele e arti grafiche. Inoltre, fu uno scrittore prolifico, un educatore ed un filosofo. Wright è considerato dalla maggior parte degli esponenti autorevoli del settore come il più grande architetto del XX secolo.
Muore a Phoenix, Arizona, nel 1959.

Giorgio Russello

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