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	<title>Associazione Akkuaria</title>
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	<description>Un ponte sulla cultura</description>
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		<title>Un incontro tra gusto, ospitalità e cultura nel cuore di Catania</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 08:57:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ristorante Longanà, in via Acicastello 2 a Catania, nelle persone di Giovanni e Vera Mangano, non è soltanto un punto di riferimento per chi cerca una cucina di qualità, ma si è rivelato anche una cornice ideale per eventi culturali che intendono dare voce alla tradizione e all’identità dell’isola. Tra questi si è inserito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/3.jpeg"><img class="size-medium wp-image-9380 alignleft" title="3" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/3-300x225.jpeg" alt="" width="300" height="225" /></a>Il ristorante <strong>Longanà</strong>, in via Acicastello 2 a Catania, nelle persone di Giovanni e Vera Mangano, non è soltanto un punto di riferimento per chi cerca una cucina di qualità, ma si è rivelato anche una cornice ideale per eventi culturali che intendono dare voce alla tradizione e all’identità dell’isola. Tra questi si è inserito nell’ambito del progetto <em>“Vivere la lettura tra le mura domestiche”</em>, il suo elegante terrazzino all’aperto che ha accolto con calore e raffinatezza dodici tra artisti e poeti, protagonisti della serata intitolata <strong>“Letture siciliane – storie legate alla tradizione e alla cultura dell’isola”</strong>.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La scelta del Longanà non è stata casuale: l’attenzione riservata agli ospiti, la cura degli ambienti e l’ospitalità autentica offerta dal personale hanno contribuito a trasformare l’evento in un momento di intensa condivisione. Il ristorante, con i suoi spazi moderni e accoglienti, ha dimostrato ancora una volta di sapersi adattare non solo alle esigenze della ristorazione, ma anche a quelle della cultura, diventando un luogo d’incontro in cui il piacere della buona tavola si intreccia con quello della parola e della musica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il progetto <em>“Vivere la lettura tra le mura domestiche” </em>si collega al percorso nazionale <strong>“Città che legge”</strong>, promosso dal <strong>Centro per il Libro e la Lettura (Cepell)</strong> e sostenuto dal <strong>Comune di Catania</strong>. L’iniziativa mira a rendere la lettura una pratica diffusa e condivisa, parte integrante del tessuto sociale. In questo senso, l’esperienza al Longanà ha assunto un valore ancora più significativo, dimostrando come un ristorante possa farsi spazio di comunità, veicolo di cultura e promotore di memoria collettiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Durante la serata, la parola ha trovato la sua massima espressione con la rilettura di alcuni brani tratti dalla <em>Centona</em> di <strong>Nino Martoglio</strong>, interpretati con energia e sensibilità da <strong>Melina Pappalardo</strong> e <strong>Rossana Quattrocchi</strong>. Le loro voci hanno restituito al pubblico il ritmo e l’ironia martogliana, evocando un mondo fatto di verità popolari, di lampi di umorismo e di riflessioni sempre attuali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">A impreziosire ulteriormente l’atmosfera è stata la musica della tradizione popolare eseguita dal gruppo <strong>I Colapisci</strong>, formato da <strong>Silvio Carmeci</strong> alla fisarmonica, <strong>Mario Cantone</strong> alla chitarra <strong>Santo Privitera</strong> al mandolino e <strong>Melina Pappalardo</strong> alla voce femminile ha saputo creare un equilibrio perfetto tra strumenti e voce.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Ciò che ha reso l’incontro davvero speciale è stata la sinergia tra i diversi elementi: l’accoglienza elegante e familiare del Longanà, il progetto culturale che trova forza nella rete nazionale del Cepell e l’entusiasmo degli artisti coinvolti. L’evento ha mostrato come, attraverso la lettura, sia possibile non solo riscoprire autori e testi legati alle radici siciliane, ma anche costruire comunità, rafforzare legami e vivere insieme momenti di bellezza condivisa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il ristorante Longanà si conferma così non solo come luogo in cui gustare piatti raffinati e materie prime di qualità, ma anche come spazio vivo e dinamico, capace di accogliere esperienze culturali e trasformarle in occasioni di crescita collettiva. Una serata che ha saputo fondere il piacere della convivialità con quello della cultura, lasciando nei partecipanti il ricordo di un’esperienza densa di significato e di calore umano.</span></p>
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		<title>L’Anima Siciliana in Musica e Parole – Poesie, Canzoni e Immagini dalla Terra del Sole</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Sep 2025 07:00:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La serata dedicata a “L’Anima Siciliana in Musica e Parole” ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento culturale: è stata una celebrazione collettiva, un rito di appartenenza che ha permesso a chi vi ha partecipato di riscoprire, attraverso parole, immagini e musica, l’essenza più autentica di una terra che continua a vivere nei ricordi, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9365" title="evento-aci-catena-ab" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La serata dedicata a “<strong><em>L’Anima Siciliana in Musica e Parole</em></strong>” ha rappresentato molto più di un semplice appuntamento culturale: è stata una celebrazione collettiva, un rito di appartenenza che ha permesso a chi vi ha partecipato di riscoprire, attraverso parole, immagini e musica, l’essenza più autentica di una terra che continua a vivere nei ricordi, nei racconti e nelle emozioni. Organizzato con la sensibilità che contraddistingue <strong>Akkuaria</strong>, l’evento ha voluto dare voce a quella Sicilia profonda che non smette mai di interrogarsi sul proprio destino, facendosi specchio universale delle contraddizioni umane.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">A guidare questo itinerario narrativo sono state le voci di <strong>Valentina Giua e Dario Miele</strong>, una coppia artistica che ha saputo fondere il proprio essere poeti e interpreti in una conduzione fluida, intensa e coinvolgente. Il loro contributo non si è limitato a introdurre i diversi momenti, ma ha incarnato la funzione di un filo rosso capace di collegare testi e atmosfere, consentendo allo spettatore di attraversare le diverse stagioni della letteratura siciliana come in un unico, armonico percorso. La loro voce narrante ha agito come bussola emotiva, orientando l’ascolto e rendendo l’esperienza non frammentaria, ma coesa e profondamente evocativa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Fondamentale è stato anche l’apporto dei lettori-attori <strong>Giulia D’Anca, Marta Limoli, Rossana Quattrocchi</strong> e<strong> Giuseppe Urso</strong>, che hanno dato vita a interpretazioni vibranti, capaci di restituire non soltanto il contenuto delle poesie, ma anche l’anima più segreta dei loro autori. La loro presenza scenica ha offerto un caleidoscopio di toni: dall’intensità ribelle al lirismo meditativo, dalla nostalgia struggente alla dolcezza malinconica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_64.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9371" title="evento-aci-catena-a_64" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_64-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_19.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9372" title="evento-aci-catena-ab_19" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_19-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_191.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9384" title="evento-aci-catena-a_19" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_191-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><br />
In particolare, l’esibizione dell&#8217;atrice catanese <strong>Marta Limoli</strong> ha rappresentato uno dei momenti più intensi ed emozionanti della serata. Con una voce capace di modulare forza e delicatezza, Limoli ha fatto toccare con mano viva l’essenza di quella Sicilia che non è soltanto descritta nei versi dei poeti, ma che appartiene al DNA invisibile e profondo di ogni siciliano. La sua interpretazione ha travalicato il semplice atto recitativo per trasformarsi in un’esperienza collettiva, in cui il pubblico ha potuto riconoscere se stesso, la propria memoria e la propria appartenenza. Attraverso il suo sentire autentico, l’isola è emersa come presenza viva, radicata non solo nelle parole scritte, ma nell’anima stessa di chi la porta dentro di sé come eredità e destino.<br />
Ogni voce ha contribuito a disegnare un paesaggio interiore che ha toccato il pubblico in profondità, trasformando la lettura in un atto di condivisione emotiva.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">L’apertura con le parole di <strong>Ignazio Buttitta</strong> ha dato subito alla serata un respiro ampio e un tono di grande forza: la sua poesia, che da sempre difende lingua e libertà, ha offerto una riflessione potente sul valore della parola come strumento di resistenza e identità. L’eredità di Buttitta, resa viva dagli interpreti, ha mostrato quanto la poesia possa ancora scuotere, interpellare e ricordare a un popolo le proprie radici.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">A seguire, <strong>Francesco Guglielmino</strong> ha portato sul palco la delicatezza di una malinconia che non è resa, ma piuttosto contemplazione del tempo che passa e della memoria che resta. Con <strong>Salvatore Quasimodo</strong>, premio Nobel e voce universale della nostalgia, si è entrati nella dimensione dell’esilio interiore, dove il canto della Sicilia lontana si fa dolore e struggimento, ma anche canto di amore eterno. La poesia di <strong>Basilio Reale</strong> ha rappresentato un momento di raccoglimento e intimità: la sua parola meditativa, quasi sospesa, ha condotto il pubblico in un dialogo silenzioso con la terra e con se stessi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La presenza femminile di <strong>Mariannina Coffa </strong>e<strong> Graziosa Casella</strong> ha arricchito ulteriormente l’itinerario poetico. Le loro opere, restituite con grande sensibilità dagli interpreti, hanno offerto uno sguardo diverso, quello delle donne di Sicilia, capaci di raccontare con voce lirica e vibrante tanto la forza quanto la fragilità, il sacrificio e la resistenza, elementi imprescindibili per completare il mosaico dell’anima isolana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_34.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9370" title="evento-aci-catena-a_34" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_34-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Ad accompagnare e potenziare le letture sono state le splendide fotografie di <strong>Francesco Scauso</strong>, che con la sua sensibilità artistica ha saputo tradurre in immagini il respiro della Sicilia più autentica. I suoi scatti hanno restituito al pubblico non soltanto paesaggi di struggente bellezza, ma soprattutto i volti e le storie di uomini e donne siciliani, dediti alla fatica e al sacrificio quotidiano. In questo dialogo tra parola e immagine, poesia e fotografia si sono intrecciate, amplificando l’efficacia comunicativa dello spettacolo e radicando ogni emozione nella concretezza di una terra amata innanzitutto dai suoi figli.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La compenetrazione di testo, voce e immagine ha creato un continuum emozionale che ha reso ogni momento unico e irripetibile. Gli attori-lettori, sostenuti dall’atmosfera evocata dalle fotografie, hanno restituito autenticità e verità alle parole degli autori, innescando con il pubblico un dialogo confidenziale, fatto non solo di ascolto ma anche di immedesimazione e memoria condivisa.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Nel complesso, “<em>L’Anima Siciliana in Musica e Parole</em>” si è rivelato uno spettacolo completo, capace di unire poesia e teatralità, riflessione e suggestione visiva, senza mai tradire l’essenza dei testi proposti. La Sicilia è emersa in tutta la sua complessità: terra luminosa e contraddittoria, madre generosa e matrigna severa, culla di memorie e di emozioni che continuano a interrogare chiunque la abiti o la porti nel cuore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Più che un evento culturale, si è trattato di un vero atto d’amore: amore per la parola poetica, per le immagini che ne hanno amplificato il senso, e soprattutto per una Sicilia che, attraverso la voce dei suoi poeti e lo sguardo dei suoi artisti, continua a raccontarsi al mondo con forza e incanto.</span></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="178" data-end="673"><span style="color: #000080;">A suggellare la riuscita dell’iniziativa è stata anche la preziosa disponibilità del <strong data-start="263" data-end="287">Comune di Aci Catena</strong>, che nella persona della sindaca <strong data-start="321" data-end="341">Margherita Ferro</strong> ha dimostrato sensibilità e attenzione verso la promozione culturale del territorio, accogliendo con entusiasmo un evento che celebra l’identità siciliana nelle sue molteplici espressioni. La cornice istituzionale, unita al calore della comunità, ha reso ancora più significativo l’incontro tra parola poetica, musica e immagine.</span></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="675" data-end="1177"><span style="color: #000080;">Determinante è stata inoltre l’attenta ideazione e realizzazione a cura di <strong data-start="750" data-end="798">Vera Ambra, Maria Sangilles e Gaetano Strano</strong>, i cui sforzi congiunti hanno dato vita a un progetto armonico e coerente, capace di trasformare una serata in un vero e proprio viaggio nell’anima di una terra. La loro visione, nutrita da passione e dedizione, ha permesso al pubblico di vivere un’esperienza che resterà impressa come testimonianza viva dell’amore per la Sicilia e della sua inesauribile ricchezza culturale.<br />
Un grazie speciale al Gruppo de I Colapisci, formato da <strong>Melina Pappalardo</strong>, <strong>Santo Privitera,  <strong>Silvio Carmeci</strong></strong> e<strong> <strong>Mario Cantone </strong></strong>e il Maestro<strong><strong> Josè Adornetto</strong></strong> e i suoi allievi.</span></p>
<p style="text-align: justify;" data-start="675" data-end="1177"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_43.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9374" title="evento-aci-catena-ab_43" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_43-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"> </span></p>
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		<title>I Colapisci a “L’Anima Siciliana in Musica e Parole”</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 11:26:12 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il 13 settembre l’Associazione Akkuaria ha dato vita a un evento di straordinaria intensità culturale con “L’Anima Siciliana in Musica e Parole – Poesie, Canzoni e Immagini dalla Terra del Sole”. Tra i momenti più attesi della serata, la performance del gruppo musico-teatrale I Colapisci ha saputo catturare il pubblico con la sua energia autentica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9355" title="evento-aci-catena-a_2" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Il 13 settembre l’Associazione <strong>Akkuaria</strong> ha dato vita a un evento di straordinaria intensità culturale con “<a href="http://www.associazioneakkuaria.it/?p=9294"><span style="color: #000080;">L<em>’Anima Siciliana in Musica e Parole – Poesie, Canzoni e Immagini dalla Terra del Sole</em></span></a><em>”</em>. Tra i momenti più attesi della serata, la performance del gruppo musico-teatrale I Colapisci ha saputo catturare il pubblico con la sua energia autentica e la capacità di raccontare la Sicilia attraverso la musica e le emozioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Fondato nel 2010, <strong>I Colapisci</strong> si distingue per la capacità di reinterpretare la musica popolare siciliana con un approccio contemporaneo, senza mai tradire le radici della tradizione. Il gruppo è aperto e flessibile, ospitando di volta in volta musicisti e cantanti legati al mondo del Folk siciliano, una scelta che conferisce alla loro musica una ricchezza e una varietà sonora sempre sorprendente. Questa apertura ha reso la serata ancora più viva e partecipata, creando un’atmosfera di condivisione e autenticità che ha coinvolto tutti gli spettatori.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_61.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9356" title="evento-aci-catena-a_61" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_61-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Sul palco, il quartetto formato da <strong>Silvio Carmeci</strong> alla fisarmonica, <strong>Mario Cantone</strong> alla chitarra,<strong> Santo Privitera</strong> al mandolino e <strong>Melina Pappalardo</strong> alla voce femminile ha saputo creare un equilibrio perfetto tra strumenti e voce. </span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La fisarmonica di <strong>Carmeci</strong> ha guidato melodie piene di colore e suggestione, evocando paesaggi e atmosfere tipicamente siciliane. Il mandolino di <strong>Privitera</strong>, con la sua brillantezza e delicatezza, e la chitarra di <strong>Cantone</strong>, dal timbro caldo e armonioso, hanno costruito un tessuto sonoro ricco e articolato. La voce di <strong>Melina Pappalardo</strong>, intensa, vibrante e appassionata, ha saputo fondere interpretazione personale e tradizione, trasportando il pubblico in un viaggio emozionale profondo e coinvolgente.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La serata, inserita in un contesto multidisciplinare che univa poesie, immagini e canzoni, ha trasformato la performance de<strong> I Colapisci</strong> in un’esperienza immersiva. La loro musica non si è limitata ad accompagnare le parole dei poeti, ma ha contribuito a far rivivere la memoria collettiva della Sicilia, evocando i suoi colori, i suoi paesaggi e le emozioni che da sempre animano la terra del Sole. Ogni brano ha raccontato una storia, ogni nota ha fatto vibrare corde profonde dell’animo, rendendo l’incontro un momento di autentico dialogo tra passato e presente, tra memoria e creatività.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Inoltre, la componente teatrale del gruppo ha reso la performance ancora più completa: gesti, sguardi e interazioni tra i musicisti hanno sottolineato la narrazione dei brani, trasformando la musica in un racconto visivo e sonoro. Il pubblico, rapito dall’armonia e dalla passione degli artisti, ha risposto con entusiasmo, creando un legame diretto e sincero con il palco.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In sintesi, la serata del 13 settembre ha confermato I Colapisci come uno dei gruppi più significativi nel panorama della musica popolare siciliana. La loro capacità di coniugare tradizione e innovazione, insieme a una straordinaria sensibilità artistica, ha reso la loro esibizione un momento indimenticabile, capace di portare la Sicilia sul palco con eleganza, energia e autenticità. Un’esperienza che resterà nel cuore di chi vi ha partecipato, testimoniando ancora una volta come la musica possa essere veicolo di memoria, emozione e cultura.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_115.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9357" title="evento-aci-catena-a_115" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_115-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></strong></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">foto di Fabio Falsaperla</span></p>
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		<title>Salvatore Barbagallo il pittore dell&#8217;istante</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 11:18:18 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Salvatore Barbagallo, pittore catanese nato nel 1957, si afferma nel panorama artistico contemporaneo come una delle voci più originali della Sicilia. Formatosi al Liceo Artistico di Catania, ha saputo coniugare la formazione accademica con una ricerca personale profonda, concentrata sul futurismo siciliano, sul cubismo e sulle varie correnti d’avanguardia. La sua arte non si limita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9350" title="barba" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba2-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a><strong>Salvatore Barbagallo</strong>, pittore catanese nato nel 1957, si afferma nel panorama artistico contemporaneo come una delle voci più originali della Sicilia. Formatosi al Liceo Artistico di Catania, ha saputo coniugare la formazione accademica con una ricerca personale profonda, concentrata sul futurismo siciliano, sul cubismo e sulle varie correnti d’avanguardia. La sua arte non si limita a un esercizio stilistico, ma diventa un laboratorio di visioni, in cui la forma e il colore dialogano costantemente con lo spazio e con il tempo.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La critica ha definito le sue opere come “<em>frammenti armonici</em>”, una definizione che coglie appieno il cuore della sua poetica. Barbagallo utilizza la sovrapposizione cromatica di forme geometriche per costruire immagini apparentemente frammentate, ma che nella loro ricomposizione generano un tessuto armonioso e coerente. Il movimento, nelle sue opere, non è semplicemente visivo: è una dinamica interna, una pulsazione che attraversa lo spazio dell’opera e cattura l’occhio dello spettatore in un flusso continuo di energia e riflessione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">I soggetti prediletti dell’artista spaziano dai paesaggi ai panorami urbani della Sicilia, dalle figure umane a quelle astratte, dai soggetti sacri ai temi sociali, dimostrando una straordinaria capacità di osservazione e interpretazione del mondo. Ogni tela diventa così una riflessione poetica sulla realtà, un racconto visivo che unisce memoria e modernità, radici locali e istanze universali.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La carriera di Barbagallo è costellata di riconoscimenti e partecipazioni di rilievo: dal 1974 è presente in rassegne artistiche, mostre collettive e personali, fino ad ottenere nel 2005 il prestigioso Premio Biennale d’Arte di Venezia &#8220;RIALTO&#8221;, ospitato all’Hotel Principe di Venezia. La sua costante ricerca di linguaggi nuovi lo ha portato, nel gennaio 2012, a essere uno dei fondatori del movimento artistico “Alienismo”, un progetto volto a sperimentare e ridefinire i confini dell’arte contemporanea.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Un aspetto fondamentale della sua attività è la collaborazione più che ventennale con l’Associazione Culturale <strong>Akkuaria</strong>. In questo contesto, Barbagallo ha portato la sua arte direttamente tra il pubblico, eseguendo pittura e disegni dal vivo durante le performance dei poeti, creando un dialogo immediato tra parola e immagine. Le sue creazioni dal vivo non solo accompagnano le letture poetiche, ma amplificano le emozioni suscitate dai testi, rendendo ogni serata un’esperienza multisensoriale unica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Un esempio recente di questo approccio si è avuto il 13 settembre ad Aci Catena, durante lo svolgimento dell&#8217;evento <a href="http://www.associazioneakkuaria.it/?p=9294"><em>L’Anima Siciliana in Musica e Parole – Poesie, Canzoni e Immagini dalla Terra del Sole</em></a> dove Barbagallo ha realizzato tre disegni durante la serata, tra cui uno ispirato al limone verdello. Questo soggetto riflette una sensibilità culturale e ambientale: le piante di limoni del territorio di Aci Catena, spesso poco curate, meritano una rivalutazione, e l’artista suggerisce la possibilità di celebrarle attraverso una sagra dedicata, come omaggio al frutto locale e alla tradizione agricola della zona.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba11.jpg"><span style="color: #000080;"><img class="size-medium wp-image-9344 aligncenter" title="barba1" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba11-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></span></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba3.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9351" title="barba" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba3-194x300.jpg" alt="" width="194" height="300" /></a></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Ciò che distingue Salvatore Barbagallo è la sua capacità di fondere l’astrazione con la concretezza della vita quotidiana, di trasformare il frammento in armonia, il colore in movimento, e l’esperienza visiva in esperienza emotiva. La sua pittura invita lo spettatore a uno sguardo attento, quasi contemplativo, in cui la complessità delle forme si traduce in un piacere estetico e intellettuale insieme. In ogni opera, Barbagallo non racconta solo ciò che vede, ma ciò che sente, rendendo la sua arte uno specchio della Sicilia contemporanea e del mondo interiore dell’artista.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barbagal.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9352" title="barbagal" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barbagal-178x300.jpg" alt="" width="178" height="300" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In definitiva, Salvatore Barbagallo rappresenta una figura di riferimento per l’arte siciliana contemporanea, capace di unire tradizione e innovazione, memoria e sperimentazione, in una poetica visiva che non smette di sorprendere e affascinare. La sua capacità di dialogare con la comunità attraverso eventi dal vivo e la valorizzazione del territorio rende la sua arte non solo un’espressione estetica, ma anche un gesto culturale e sociale di grande rilevanza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">foto di Fabio Falsaperla</span></p>
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		<title>Danzare per cambiare visione: un viaggio interiore</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 08:06:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La danza come linguaggio universale, capace di oltrepassare i confini del corpo e diventare strumento di liberazione interiore. È questa la visione che anima il percorso del maestro Josè Adornetto, coreografo siciliano che ha fatto della ricerca artistica un vero e proprio strumento di indagine sull’essere umano. Le sue coreografie non sono soltanto sequenze di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_29.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9333" title="evento-aci-catena-a_29" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_29-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>La danza come linguaggio universale, capace di oltrepassare i confini del corpo e diventare strumento di liberazione interiore. È questa la visione che anima il percorso del maestro <strong>Josè Adornetto</strong>, coreografo siciliano che ha fatto della ricerca artistica un vero e proprio strumento di indagine sull’essere umano. Le sue coreografie non sono soltanto sequenze di movimenti armonici, ma piuttosto esperienze da vivere, momenti che invitano a guardarsi dentro e a riscoprire la parte più autentica di sé.</span><br />
<span style="color: #000080;">In questo panorama, la proposta di Adornetto si distingue per la capacità di rompere schemi, ponendo al centro non la tecnica fine a se stessa, ma la ricerca di un senso profondo che abita i gesti e li trasforma in emozione.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Un dato particolarmente significativo è che gli allievi del maestro non sono giovani principianti alle prime armi, ma persone adulte, che hanno superato da tempo la soglia della maggiore età. Questo dimostra come la danza non sia appannaggio esclusivo delle nuove generazioni, ma un linguaggio aperto a chiunque abbia il coraggio e la curiosità di mettersi in gioco. Non importa l’età, il livello di preparazione o la provenienza: ciò che conta è la disponibilità a lasciarsi guidare dal movimento per intraprendere un percorso di crescita interiore.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_49.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9334" title="evento-aci-catena-a_49" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-a_49-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_10.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9335" title="evento-aci-catena-ab_10" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_10-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In questa prospettiva, il gesto e il movimento assumono un valore che va oltre la mera estetica. Non si tratta di compiere figure impeccabili, ma di scendere in profondità dentro i propri sentimenti, scavare nelle zone più nascoste delle emozioni e permettere che da lì scaturisca una verità autentica. Ogni passo diventa così un atto di introspezione, ogni sequenza una confessione silenziosa che prende forma nello spazio. La danza si trasforma in specchio dell’anima, in un linguaggio silenzioso ma potentissimo che permette di comunicare ciò che le parole spesso non riescono a esprimere.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il maestro Adornetto accompagna i suoi allievi in questo viaggio con sensibilità e rigore, offrendo strumenti ma lasciando a ciascuno la libertà di esplorare il proprio universo interiore. Il suo metodo è inclusivo e rispettoso: non chiede di aderire a un modello prestabilito, ma incoraggia ad ascoltare il corpo, a lasciarsi sorprendere dalla sua capacità di raccontare storie nuove e inattese.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_31.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9336" title="evento-aci-catena-ab_31" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_31-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Chi assiste al frutto di questo percorso non si trova di fronte a un’esibizione spettacolare in senso tradizionale, ma a qualcosa di molto più profondo: una danza dell’anima, che porta con sé l’eco delle vite, dei sentimenti e dei sogni di chi la interpreta. È questa la forza del progetto di Josè Adornetto: trasformare il palcoscenico in un luogo di verità, dove il pubblico diventa testimone di un atto di coraggio e autenticità.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In fondo, la danza — secondo la sua visione — non è mai semplice intrattenimento, ma un cammino di consapevolezza, un processo che unisce corpo e spirito, gesto ed emozione, fino a condurre chi la pratica verso una forma nuova di libertà. Ed è proprio in questo incontro tra movimento e vita che si rivela la sua magia: quella di cambiare lo sguardo, aprire nuove prospettive e restituire a ciascuno la possibilità di sentirsi parte di un viaggio collettivo e, allo stesso tempo, profondamente personale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_39.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9337" title="evento-aci-catena-ab_39" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_39-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_40.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9338" title="evento-aci-catena-ab_40" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/evento-aci-catena-ab_40-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Foto di Fabio Falsaperla</span></p>
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		<title>Frammenti di meccanica metropolitana di Fabio Falsaperla:</title>
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		<pubDate>Tue, 16 Sep 2025 06:14:59 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Frammenti di meccanica metropolitana (2025) è una raccolta che si muove sul crinale sottile tra memoria e percezione, tra il vissuto personale e il paesaggio urbano di Catania, eletto a teatro simbolico ed emotivo. Fabio Falsaperla, che affida al lettore un libro autoprodotto e intimo, costruisce un mosaico di liriche in cui la città diventa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/F-Falsaperla.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9329" title="f-falsaperla" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/F-Falsaperla-222x300.jpg" alt="" width="222" height="300" /></a>Frammenti di meccanica metropolitana</em> (2025) è una raccolta che si muove sul crinale sottile tra memoria e percezione, tra il vissuto personale e il paesaggio urbano di Catania, eletto a teatro simbolico ed emotivo. Fabio Falsaperla, che affida al lettore un libro autoprodotto e intimo, costruisce un mosaico di liriche in cui la città diventa specchio dell’interiorità, terreno fertile di contrasti, di rovine e rinascite, di silenzi e di suoni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il titolo, volutamente ossimorico, intreccia tre elementi-chiave: i frammenti, intesi come schegge liriche, momenti sospesi e incompleti che suggeriscono più che dichiarare; la meccanica, che rimanda a dinamiche inevitabili, agli ingranaggi del destino e della memoria che plasmano l’identità; infine la dimensione metropolitana, che è al tempo stesso spazio reale – fatto di cemento, marciapiedi, rumori, contrade – e metafora di una condizione esistenziale segnata dall’inquietudine e dall’erranza.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La raccolta si articola in due sezioni, Notte vermiglia e Giorno cobalto, che rappresentano due stati dell’essere più che semplici scansioni temporali. La notte non è solo buio, ma terreno di rivelazioni e di intensità emotiva: “<em>nessuno ormai canta più / Everyday is like Sunday / eppure / ogni giorno è silenzioso e grigio</em>”, scrive Falsaperla, lasciando emergere una malinconia urbana che dialoga con echi musicali e cinematografici. Il giorno, invece, non segna una pacificazione, ma il prolungarsi della tensione, illuminata da un chiarore che rivela le crepe: “Volgi lo sguardo dall’abisso / e forse troverai l’infinito”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La scrittura di Falsaperla si nutre di immagini potenti e cinematografiche: muri che si sgretolano, vetri rotti che non si accendono mai, sigarette che si spengono nella notte, ombre che corrono tra arterie abbandonate. I versi si costruiscono per accumulo, spesso senza punteggiatura, in una sorta di scrittura automatica che ricorda Kerouac e il flusso beat, ma filtrata dalla malinconia wave e post-punk delle colonne sonore evocate: The Smiths, The Cure, Radiohead, Morrissey. Questi riferimenti musicali, elencati dall’autore in chiusura, non sono semplici citazioni: funzionano come ossatura ritmica della raccolta, scandendo pause, riprese e dissolvenze.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Catania, in questo libro, diventa una città doppia: reale, fatta di “<em>asfalto rovente</em>” e <em>“carcasse d’auto dorate</em>”, ma anche visionaria, intrisa di simboli e apparizioni. Il cemento si anima, le strade respirano, i lampioni diventano metastasi luminose, le notti pulsano di voci senza volto. È una città che somiglia a un corpo ferito ma vitale, che conserva la memoria del gioco infantile (“<em>la terra innocente sollevata / da un calcio al pallone</em>”) e insieme l’eco di un desiderio adulto mai appagato.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il registro linguistico è teso, a tratti incandescente: un continuo alternarsi di immagini folgoranti e sospensioni, di metafore sensoriali e frammenti onirici. La poesia di Falsaperla vive nell’interstizio: tra eros e solitudine, tra la musica e il silenzio, tra il ricordo e l’oblio. “<em>Tutti si spogliano e nessuno si denuda</em>”: questo verso sintetizza bene la sua poetica, la consapevolezza che dietro le apparenze resta sempre un nucleo insondabile, un vuoto che resiste.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il contributo critico di Giuseppe Caruso (introduzione) e di Valentina Giua (postfazione) rafforza questa lettura: da un lato sottolineando il rapporto tra superficie e profondità, tra emozione e razionalità; dall’altro evidenziando la capacità metamorfica del testo, che trasforma il quotidiano in mitologia e il dettaglio banale in epifania poetica.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">In definitiva, <em>Frammenti di meccanica metropolitana</em> è un’opera che non si legge linearmente, ma si attraversa come un paesaggio: si ascolta più che si comprende, si respira più che si interpreta. È un libro che chiede complicità, che lascia spazi vuoti perché il lettore possa abitarli con la propria sensibilità. Un diario urbano e sentimentale, che unisce la brutalità del cemento alla delicatezza della rugiada, la durezza degli ingranaggi alla dolcezza delle more nei rovi.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Fabio Falsaperla ci consegna un’opera autentica, intensa e necessaria: un atto di resistenza poetica contro l’appiattimento del quotidiano, un invito a guardare “dietro le macerie” per sentire davvero.</span></p>
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		<title>L’Anima Siciliana in Musica e Parole</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Sep 2025 08:10:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
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		<description><![CDATA[L’ex monastero dei Frati Cappuccini di Aci Catena ha accolto, in una cornice carica di storia e suggestione, un pubblico straordinario e numerosissimo, tanto da straripare oltre i confini dei suoi locali. Non si era mai visto un tale entusiasmo collettivo: famiglie, giovani, anziani, tutti uniti dal desiderio di respirare cultura e identità, hanno gremito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/548598669_1881990736008629_4136972989929545931_n.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9319" title="548598669_1881990736008629_4136972989929545931_n" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/548598669_1881990736008629_4136972989929545931_n-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>L’ex monastero dei Frati Cappuccini di Aci Catena ha accolto, in una cornice carica di storia e suggestione, un pubblico straordinario e numerosissimo, tanto da straripare oltre i confini dei suoi locali. Non si era mai visto un tale entusiasmo collettivo: famiglie, giovani, anziani, tutti uniti dal desiderio di respirare cultura e identità, hanno gremito gli spazi fino all’ultimo posto disponibile, trasformando l’evento in una vera e propria festa popolare.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;">Lo spettacolo <em><strong>L’Anima Siciliana in Musica e Parole</strong></em> ha confermato le attese: un viaggio dentro le radici, le emozioni e la memoria di un popolo, raccontato con una sapienza corale che ha saputo fondere poesia, musica, danza, pittura e fotografia in un unico affresco denso di pathos.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"> L’apertura, affidata a <strong>Mario Sangilles</strong> e alla presentazione della Sindaca <strong>Margherita Ferro,</strong> ha dato la misura della solennità dell’occasione, ponendo subito l’accento sull’importanza di custodire e trasmettere la memoria culturale. Da lì in poi, le voci narranti di <strong>Valentina Giua </strong>e<strong> Dario Miele</strong> hanno guidato il pubblico lungo un itinerario emozionante, dove i poeti siciliani hanno ritrovato nuova linfa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"> Le parole di <strong>Ignazio Buttitta</strong> hanno aperto il cammino, offrendo una potente riflessione sul valore della lingua e della libertà. È seguita la delicatezza malinconica di <strong>Francesco Guglielmino</strong>, la nostalgia struggente di <strong>Salvatore Quasimodo</strong>, l’intimità meditativa di <strong>Basilio Reale </strong>e la voce femminile di <strong>Mariannina Coffa </strong>e di<strong> Graziosa Casella</strong>. In ciascuno di questi momenti, gli attori-lettori hanno restituito al testo la sua autenticità, creando un dialogo intimo con il pubblico.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/cula.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9323" title="cula" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/cula-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"> La musica, affidata all’interpretazione intensa di<strong> Melina Pappalardo</strong> e de <strong>I Colapisci</strong>, ha fatto vibrare l’anima della serata. Canzoni eterne come <em>Mi votu e mi rivotu, La vendemmia, Malarazza, Cu ti lu dissi, E vui durmiti ancora</em> e, infine, <em>Ni tia</em> hanno attraversato la platea come un’onda emotiva, coinvolgendo i presenti in un canto collettivo che ha abbattuto le barriere tra artisti e spettatori.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/gruppo.jpeg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9322" title="gruppo" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/gruppo-300x168.jpeg" alt="" width="300" height="168" /></a></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"> La danza, nelle coreografie di <strong>Josè Adornetto</strong> e dei suoi allievi, ha dato corpo e respiro alla poesia, fino al momento culminante con <em>La cura</em> di <strong>Franco Battiato</strong>, che ha trasformato il gesto in preghiera. </span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;">Le immagini di <strong>Francesco Scauso</strong> e i dipinti di Salvatore Barbagallo hanno arricchito l’esperienza visiva, rendendo palpabile la memoria del paesaggio, del lavoro contadino, della Sicilia più autentica.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"> <a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba1.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-9320" title="barba1" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/barba1-300x198.jpg" alt="" width="300" height="198" /></a></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;">Un momento particolarmente apprezzato è stato quello fuori programma, quando <strong>Alex Russo</strong> ha sorpreso il pubblico con il suo luculele. Con energia e freschezza ha proposto Voglio quelli con te un suo testo in lingua siciliana, accompagnato dagli allievi del maestro <strong>Josè Adornetto</strong>. L’esibizione, non prevista ma accolta con entusiasmo, ha aggiunto un tocco di modernità e spontaneità, ricordando a tutti che la tradizione è viva e sa dialogare con le nuove generazioni. L’intreccio tra la voce giovane di Russo e la danza degli allievi ha regalato uno dei passaggi più applauditi della serata, suggellando il senso di comunità che ha attraversato tutto lo spettacolo.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;">La conclusione, affidata alla lettura di <em>Rosso Malpelo</em> di <strong>Giovanni Verga</strong>, ha riportato l’attenzione sulle radici letterarie della Sicilia, ricordando come la nostra terra sia stata anche denuncia sociale e testimonianza universale. Poi il canto finale <em>Ni tia</em>, interpretato da Santo Privitera, ha chiuso la serata con un abbraccio collettivo che sapeva di ritorno a casa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;">Il trionfo di pubblico, che ha letteralmente invaso gli spazi del monastero, è la prova tangibile della forza di una proposta culturale capace di parlare a tutte le età, unendo generazioni diverse in un’unica emozione condivisa.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"> L’evento ha visto l’impegno di tanti protagonisti: le voci narranti <strong>Valentina Giua </strong>e<strong> Dario Miele; le letture intense e appassionate di Giulia D’Anca, Marta Limoli, Rossana Quattrocchi</strong> e<strong> Giuseppe Urso</strong>. A loro, insieme a tutti gli artisti coinvolti, va il merito di aver reso questa serata indimenticabile.</span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000080;"> Un’esperienza che non solo ha celebrato la Sicilia, ma ha dimostrato che finché ci sarà chi danza, canta, scrive e legge, finché ci sarà chi ascolta, ci sarà memoria. E finché ci sarà memoria, ci sarà Sicilia.</span></p>
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		<title>Triscele – Il Ciclo Eterno” di Cristina Russo</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Sep 2025 07:15:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Narrativa]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>

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		<description><![CDATA[Cristina Russo, con Triscele – Il Ciclo Eterno, ci consegna un romanzo che si colloca a metà strada tra il fantasy mitologico e il romanzo di formazione, intrecciando leggende ancestrali e drammi profondamente umani. Pubblicato nella collana Europa la strada della scrittura di Edizioni Akkuaria, il libro si presenta come una narrazione avvolgente, capace di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/triscele.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-9314" title="triscele" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/triscele-208x300.png" alt="" width="208" height="300" /></a><span style="color: #000080;">Cristina Russo, con Triscele – Il Ciclo Eterno, ci consegna un romanzo che si colloca a metà strada tra il fantasy mitologico e il romanzo di formazione, intrecciando leggende ancestrali e drammi profondamente umani. Pubblicato nella collana Europa la strada della scrittura di Edizioni Akkuaria, il libro si presenta come una narrazione avvolgente, capace di unire il respiro epico della tradizione con la tensione emotiva dei protagonisti.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Il prologo ambientato sull’altopiano dell’Argimusco, tra pietre megalitiche e figure incappucciate che invocano le forze cosmiche, imprime subito alla vicenda un tono sacrale e misterioso. Il Triscele, simbolo millenario della Sicilia ma anche emblema di cicli eterni di vita, morte e rinascita, si fa qui chiave narrativa e metafora di un destino che incombe sui personaggi e sulle loro scelte.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Il romanzo prende corpo attraverso due figure centrali: Luke, l’uomo tormentato che vive isolato nella sua baita dopo un passato segnato dal dolore, ed Evelyn, custode di una biblioteca e appassionata di disegno, la cui sensibilità e sete di verità la spingono oltre i confini della sua vita quotidiana.</span><br />
<span style="color: #000080;">L’incontro fra i due non è casuale, ma appare inscritto in un disegno più grande: entrambi sono portatori di oggetti-simbolo (la medaglietta di Luke e il ciondolo di Evelyn) che diventano strumenti di rivelazione e porte verso il mistero.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">La narrazione alterna momenti intimi a passaggi epici: la scoperta di antiche pergamene, il legame con il saggio Elias, le visioni dell’albero sacro. La simbologia naturale – radici, acqua, vento, fuoco – diventa sostanza viva della trama e specchio interiore dei personaggi.</span><br />
<span style="color: #000080;">Particolarmente intensa è la scena delle metamorfosi: Evelyn che si rivela naiade, creatura delle acque, e Luke che assume la forma di un centauro. Non si tratta solo di trasformazioni fisiche, ma della rivelazione di identità profonde, radicate nell’archetipo e nella memoria ancestrale.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Cristina Russo adotta una scrittura scorrevole, limpida, a tratti lirica, che alterna descrizioni paesaggistiche di grande suggestione a dialoghi vividi e immediati. La voce narrativa è attenta a far emergere le emozioni interiori, senza perdere mai di vista la tensione avventurosa della vicenda. L’atmosfera è spesso sospesa tra sogno e realtà, come se i protagonisti camminassero su un crinale fragile tra mondo visibile e invisibile.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Il romanzo non è soltanto una storia fantasy: è una riflessione sul destino, sul peso delle origini e sull’importanza di accettare la propria vera natura. Il Triscele rappresenta la ciclicità della vita, ma anche la necessità di equilibrio tra forze opposte: luce e ombra, dolore e rinascita, solitudine e amore. Il tema dell’“eredità” – ciò che viene trasmesso dai nonni, dai maestri, dagli antenati – è centrale, così come il concetto che il destino si rivela solo quando si è pronti a riceverlo.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Pur immerso in atmosfere arcaiche e leggende, Triscele risuona profondamente contemporaneo: racconta di giovani adulti alla ricerca di senso, di donne e uomini che devono riconciliarsi con ferite e traumi per poter diventare ciò che sono destinati a essere. È un invito a ritrovare radici e simboli, ma anche a credere nella possibilità di rinascita.</span></p>
<p><span style="color: #000080;">Triscele – Il Ciclo Eterno è un’opera che incanta chi ama i miti, ma anche chi cerca una narrazione emozionale e profonda. Cristina Russo riesce a tenere insieme il fascino delle leggende siciliane, l’epicità del fantasy e la delicatezza di un percorso umano fatto di fragilità, scoperte e speranza.</span><br />
<span style="color: #000080;">Un libro che, come il simbolo che porta nel titolo, intreccia più vie – mito, natura, destino – in un unico ciclo narrativo che lascia il lettore sospeso tra meraviglia e riflessione.</span></p>
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		<title>Dalle terre di San Costabile ai lager del Terzo Reich.</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 10:01:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Dalle terre di San Costabile ai lager del Terzo Reich. Storia di soldati e marinai di Castellabate internati in Germania (1943-1945) di Gerardo Severino e Emilio Guida, con il contributo di Vincenzo Grienti Il volume si inserisce nel filone della storiografia sulla Seconda guerra mondiale che, da alcuni decenni, ha scelto di restituire dignità e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3 style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/Cop.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9306" title="cop" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/Cop-185x300.jpg" alt="" width="185" height="300" /></a>Dalle terre di San Costabile ai lager del Terzo Reich. Storia di soldati e marinai di Castellabate internati in Germania (1943-1945)</em></span></h3>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">di <strong>Gerardo Severino e Emilio Guida</strong>, con il contributo di <strong>Vincenzo Grienti</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il volume si inserisce nel filone della storiografia sulla Seconda guerra mondiale che, da alcuni decenni, ha scelto di restituire dignità e voce a coloro che per troppo tempo rimasero ai margini della memoria pubblica: gli <strong>Internati Militari Italiani (IMI)</strong>. La ricerca di Severino e Guida, arricchita dall’introduzione di Vincenzo Grienti, non è solo un’opera di documentazione storica, ma anche un atto di giustizia nei confronti di uomini che pagarono con il silenzio e con l’oblio la loro scelta di dignità e fedeltà.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il libro si apre con una <strong>presentazione e un’introduzione</strong> che contestualizzano la vicenda degli internati di Castellabate, piccolo ma significativo centro cilentano. Già da queste pagine emerge con chiarezza come la comunità abbia contribuito, seppur con numeri ridotti, al sacrificio collettivo della nazione, fornendo soldati e marinai che, catturati dopo l’8 settembre 1943, vennero deportati nei lager del Terzo Reich.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il <strong>primo capitolo</strong>, curato da Grienti, ricostruisce la vicenda più generale degli IMI, sottolineandone l’aspetto peculiare: la “resistenza senz’armi”. I circa 650.000 soldati italiani che rifiutarono di aderire sia alla Wehrmacht sia alla Repubblica Sociale Italiana scelsero consapevolmente la via della sofferenza, del lavoro coatto e della prigionia, pur di non rinnegare il giuramento prestato e la propria coscienza. Qui il libro si pone come ponte fra storiografia nazionale e microstoria, intrecciando vicende individuali e collettive.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il <strong>secondo capitolo</strong> è il cuore pulsante dell’opera: una lunga galleria di <strong>biografie ordinate alfabeticamente</strong> che restituiscono un volto, un nome e una storia a decine di uomini di Castellabate. Attraverso documenti d’archivio, testimonianze familiari e fonti militari, il lettore scopre destini differenti: chi non tornò mai, chi riuscì a sopravvivere a Majdanek, Sandbostel o Berlino, chi trovò nella resistenza partigiana in Albania una nuova ragione di lotta, chi emigrò in Brasile o in America dopo la liberazione, portando con sé il trauma di quegli anni.</span></p>
<h4 style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Pregi dell’opera</span></h4>
<ul style="text-align: justify;">
<li><span style="color: #000080;"><strong>Rigore storico e attenzione alle fonti</strong>: gli autori hanno condotto un lavoro minuzioso di ricerca, incrociando archivi locali e nazionali, documenti militari e atti di stato civile. Ne risulta una narrazione solida, che evita sia la retorica celebrativa sia l’anonimato statistico.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Valore memoriale</strong>: riportare alla luce storie individuali, nomi, fotografie, perfino schede militari e atti di congedo, significa contrastare quel silenzio che per decenni ha avvolto gli IMI al loro rientro in patria.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Equilibrio narrativo</strong>: la scrittura, pur essendo rigorosa, mantiene un tono accessibile, che rende il volume fruibile sia agli studiosi sia ai lettori interessati alla memoria storica locale.</span></li>
<li><span style="color: #000080;"><strong>Connessione tra locale e universale</strong>: Castellabate diventa emblema di una vicenda nazionale, dimostrando come la tragedia dell’internamento abbia inciso profondamente anche nelle comunità più piccole.</span></li>
</ul>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il libro non si limita a colmare un vuoto di conoscenza, ma invita a riflettere sul valore della memoria come strumento di identità collettiva. La scelta degli IMI di dire “no” al nazifascismo, pagando con la prigionia e con la fame, si rivela oggi una delle pagine più alte della resistenza italiana.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Inoltre, l’opera sottolinea un aspetto spesso trascurato: il ritorno dall’internamento fu segnato dall’indifferenza e dalla rimozione. Solo in anni recenti, con la concessione della <strong>Medaglia d’Onore</strong> e con l’istituzione di una <strong>Giornata nazionale degli IMI</strong> (20 settembre), si è iniziato a riconoscere il loro sacrificio. In questo senso, il libro di Severino e Guida è un tassello fondamentale nel recupero di una memoria storica rimossa, utile non solo alle famiglie degli internati, ma soprattutto alle nuove generazioni.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>Dalle terre di San Costabile ai lager del Terzo Reich</em> è un’opera preziosa, che unisce la precisione dello storico all’empatia del testimone. È un libro che restituisce voce e dignità a uomini semplici – contadini, marinai, soldati – che seppero trasformare la loro prigionia in un atto di resistenza morale.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Si tratta di una lettura consigliata non solo agli studiosi di storia militare e locale, ma a chiunque voglia comprendere come la grande Storia si sia intrecciata con le vite quotidiane, e come la memoria, se coltivata, possa diventare strumento di libertà e coscienza civile.</span></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>All’ombra della svastica</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Sep 2025 05:33:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cultura]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Saggistica]]></category>

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		<description><![CDATA[All’ombra della svastica. Storie di uomini e donne del Terzo Reich che combatterono e morirono per la libertà del popolo italiano (1943-1945) di Gerardo Severino (Akkuaria Edizioni, 2025) Il volume di Gerardo Severino si colloca in una prospettiva rara e preziosa della storiografia resistenziale, aprendo uno squarcio su un tema rimasto per decenni in ombra: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><strong><em><a class="highslide" onclick="return vz.expand(this)" href="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/cover.png"><img class="alignleft size-medium wp-image-9299" title="cover" src="http://www.associazioneakkuaria.it/wp-content/uploads/2025/09/cover-214x300.png" alt="" width="214" height="300" /></a>All’ombra della svastica. Storie di uomini e donne del Terzo Reich che combatterono e morirono per la libertà del popolo italiano (1943-1945)</em> di Gerardo Severino (Akkuaria Edizioni, 2025)</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il volume di Gerardo Severino si colloca in una prospettiva rara e preziosa della storiografia resistenziale, aprendo uno squarcio su un tema rimasto per decenni in ombra: la vicenda dei cittadini tedeschi e austriaci che, tra il 1943 e il 1945, rifiutarono l’ideologia nazionalsocialista e la disciplina della Wehrmacht, scegliendo di unirsi alla Resistenza italiana. È un ribaltamento di prospettiva che destabilizza l’immaginario collettivo e obbliga a riconsiderare le facili semplificazioni storiche che hanno contrapposto in modo netto il “cattivo tedesco” al “buon italiano”.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Con il rigore dello storico militare e la sensibilità del narratore attento ai destini individuali, Severino restituisce voce e volto a una minoranza coraggiosa, composta da soldati disertori, giovani studenti, semplici cittadini e persino ufficiali di alto grado, tutti accomunati dalla decisione di rischiare l’accusa di tradimento, la deportazione o la fucilazione pur di seguire i valori della libertà e della giustizia. Questi uomini e donne, mossi da fede religiosa, ideali democratici, sentimenti di amicizia o legami affettivi con l’Italia, entrarono a far parte delle bande partigiane, offrirono protezione a ebrei e perseguitati, compirono azioni di sabotaggio, divenendo spesso protagonisti di vicende tanto eroiche quanto poco conosciute.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">Il libro, oltre a recuperare le tracce documentarie e a richiamare contributi precedenti di storici e ricercatori, ha il merito di restituire una coralità di voci. Storie come quella del tenente austriaco Otto Krämer, capace di salvare numerosi finanzieri italiani dalla deportazione, o quella di Rudolf Jacobs, ex capitano della Marina tedesca caduto combattendo accanto ai partigiani delle formazioni Garibaldi, diventano emblematiche di una resistenza morale prima ancora che militare. Severino riesce a intrecciare queste vicende in un quadro più ampio, che non si limita alla cronaca ma illumina le contraddizioni della memoria europea, spesso restia a riconoscere il contributo di chi scelse di ribellarsi dall’interno del Reich.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">La riflessione si estende al presente: l’autore insiste sulla necessità non solo del “dovere della memoria” ma anche di un autentico “dovere della riconoscenza”. Ricordare questi “altri partigiani” significa riconoscere che la lotta contro il nazifascismo non fu solo italiana, ma europea, e che la libertà conquistata nel 1945 è il frutto di una rete di solidarietà che seppe travalicare le frontiere, le lingue e le appartenenze nazionali. In un’epoca segnata da nuove tensioni e da rigurgiti di nazionalismo, questa prospettiva risuona come un ammonimento e come una lezione civile.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;"><em>All’ombra della svastica</em> non è dunque soltanto un saggio di storia militare, ma anche un’opera di impegno civile che dialoga con il presente. La scrittura di Severino, limpida e accessibile pur nella complessità della materia, riesce a coinvolgere il lettore e a far emergere il valore universale di queste scelte individuali, spesso pagate con la vita. In occasione dell’80° anniversario della fine della Seconda guerra mondiale, il libro rappresenta un contributo fondamentale non solo alla ricerca storica, ma anche alla costruzione di una memoria condivisa, capace di includere pagine rimaste a lungo ai margini del racconto pubblico.</span></p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #000080;">È un testo che invita a guardare oltre i confini nazionali, a riflettere sulla fragilità delle democrazie e sulla necessità di ricordare chi, pur provenendo dal “nemico”, seppe dire no alla barbarie e si schierò dalla parte dell’umanità. </span></p>
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